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Il male assoluto

nel cuore del romanzo dell'Ottocento

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  • 511 stron
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Esiste un filo che lega l'avventuriero Robinson e la lunare Jane Austen, l'insondabile De Quincey, l'infernale Vautrin e l'enfant terrible Pinocho, il nevrotico Manzoni e il malinconico Poe, gli occhi di Emma Bovary e i cavalli di Leskov, i nagatampos di Salgari e le bambine di Lewis Carroll. Sì, esiste. Non siamo solo di fronte a un genere letterario nel suo splendore o a un secolo di meravigliosi e inebrianti cambiamenti: si tratta dello sguardo chiaroveggente e lucido di Pietro Citati. La sua capacità di «vedere» senza i cristalli deformatori delle ideologie, la sua passione per le sfide della mente e i diversi livelli dell'esistenza, la sua capacità di lasciarsi abitare dalla moltitudine di volti e voci che si accalcano in ogni scrittore e vibrano nella sua opera, «riflessi di riflessi, echi di echi»... E sotto Balzac, Poe, Dumas, Hawthorne, Dostoevskij, Dickens, Stevenson o James, l'immagine che tutti hanno attratto, l'idea che sottende a tutti i loro scritti: quella del male assoluto. Non il piccolo e noioso male della realtà quotidiana, ma la fascinazione che provocano le grandi ali nere, impregnate ancora di luce, di Satana e degli angeli caduti.

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Il male assoluto, Pietro Citati

Język
Rok wydania
2000
Oprawa
(twarda)
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Tytuł
Il male assoluto
Podtytuł
nel cuore del romanzo dell'Ottocento
Język
włoski
Rok wydania
2000
Oprawa
twarda
Liczba stron
511
ISBN10
8804482176
ISBN13
9788804482178
Seria
Ocena
4,25 z 5
Opis
Esiste un filo che lega l'avventuriero Robinson e la lunare Jane Austen, l'insondabile De Quincey, l'infernale Vautrin e l'enfant terrible Pinocho, il nevrotico Manzoni e il malinconico Poe, gli occhi di Emma Bovary e i cavalli di Leskov, i nagatampos di Salgari e le bambine di Lewis Carroll. Sì, esiste. Non siamo solo di fronte a un genere letterario nel suo splendore o a un secolo di meravigliosi e inebrianti cambiamenti: si tratta dello sguardo chiaroveggente e lucido di Pietro Citati. La sua capacità di «vedere» senza i cristalli deformatori delle ideologie, la sua passione per le sfide della mente e i diversi livelli dell'esistenza, la sua capacità di lasciarsi abitare dalla moltitudine di volti e voci che si accalcano in ogni scrittore e vibrano nella sua opera, «riflessi di riflessi, echi di echi»... E sotto Balzac, Poe, Dumas, Hawthorne, Dostoevskij, Dickens, Stevenson o James, l'immagine che tutti hanno attratto, l'idea che sottende a tutti i loro scritti: quella del male assoluto. Non il piccolo e noioso male della realtà quotidiana, ma la fascinazione che provocano le grandi ali nere, impregnate ancora di luce, di Satana e degli angeli caduti.