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Non occorre essere anticapitalisti o baciapile per cogliere l’attualità del dibattito sul rapporto tra etica ed economia, spesso viziato dalla confusione su tre ambiti che devono rimanere distinti, perché sono ciascuno cosa diversa: globalizzazione, mercato e capitalismo. Perché ci possono essere un capitalismo che non è liberale e una globalizzazione che non rispetta le regole; mentre non è mercato quello che rifiuta le regole e non si riconosce in un corpus di principi. Tale dibattito ha finito con l’arenarsi sulle secche del risentimento popolare verso le crescenti diseguaglianze, alimentato dalle iperboliche retribuzioni di manager, trascurando invece di approfondire gli aspetti fisiologici che dovrebbero contribuire a definire il sistema di mercato. In questo non si è sfruttata appieno l’occasione offerta dalla crisi, che qualcuno ha auspicato possa trasformarsi, per la sua dimensione e il suo significato, in una sorta di «correttivo morale» dei comportamenti tenuti finora. Naturalmente, il punto è: come?

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Il buono dell'economia, Gianpaolo Salvini, Luigi Zingales, Salvatore Carrubba

Język
Rok wydania
2010
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Il buono dell'economia
Język
włoski
Rok wydania
2010
Oprawa
miękka
Liczba stron
190
ISBN10
8883501535
ISBN13
9788883501531
Seria
Tagi
Biznes
Ocena
3 z 5
Opis
Non occorre essere anticapitalisti o baciapile per cogliere l’attualità del dibattito sul rapporto tra etica ed economia, spesso viziato dalla confusione su tre ambiti che devono rimanere distinti, perché sono ciascuno cosa diversa: globalizzazione, mercato e capitalismo. Perché ci possono essere un capitalismo che non è liberale e una globalizzazione che non rispetta le regole; mentre non è mercato quello che rifiuta le regole e non si riconosce in un corpus di principi. Tale dibattito ha finito con l’arenarsi sulle secche del risentimento popolare verso le crescenti diseguaglianze, alimentato dalle iperboliche retribuzioni di manager, trascurando invece di approfondire gli aspetti fisiologici che dovrebbero contribuire a definire il sistema di mercato. In questo non si è sfruttata appieno l’occasione offerta dalla crisi, che qualcuno ha auspicato possa trasformarsi, per la sua dimensione e il suo significato, in una sorta di «correttivo morale» dei comportamenti tenuti finora. Naturalmente, il punto è: come?