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Nel maggio 1959, Ferruccio Parri si rivolge a Giampaolo Pansa, un giovane di ventitré anni, promettendo una borsa di studio in cambio della sua audacia. In questo libro, Pansa racconta la sua avventura umana e intellettuale, influenzata dalla nonna Caterina Zaffiro, una figura di revisionismo anarchico, che si opponeva a comunisti, democristiani e fascisti. Dalla sua infanzia segnata dalla guerra civile, Pansa descrive con gli occhi di un bambino gli eventi drammatici: partigiani fucilati, fascisti uccisi e le feste con ragazze danzanti. La sua carriera decolla con una tesi sulla guerra partigiana, portandolo a lavorare per “La Stampa”. Attraverso decenni di giornalismo, incontra figure politiche e direttori celebri, rivelando lati inaspettati di personaggi come Giulio De Benedetti e Eugenio Scalfari. Emergono anche figure sorprendenti, come Gianna, la fascista rapata, e il carismatico Almirante. Pansa, criticato dalla sinistra per i suoi scritti sulla guerra civile, è apprezzato da chi ha rotto il silenzio dei vincitori. A settant'anni, offre un racconto sincero e vivace, evocando la freschezza del giovane spaccavetri di un tempo.
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Il revisionista, Giampaolo Pansa
- Język
- Rok wydania
- 2009
- Oprawa
- (twarda),
- Stan książki
- Dobry
- Cena
- 1,42 zł
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- Tytuł
- Il revisionista
- Język
- włoski
- Autorzy
- Giampaolo Pansa
- Wydawca
- Rizzoli
- Rok wydania
- 2009
- Oprawa
- twarda
- Liczba stron
- 482
- ISBN10
- 8817030406
- ISBN13
- 9788817030403
- Seria
- Ocena
- 4 z 5
- Opis
- Nel maggio 1959, Ferruccio Parri si rivolge a Giampaolo Pansa, un giovane di ventitré anni, promettendo una borsa di studio in cambio della sua audacia. In questo libro, Pansa racconta la sua avventura umana e intellettuale, influenzata dalla nonna Caterina Zaffiro, una figura di revisionismo anarchico, che si opponeva a comunisti, democristiani e fascisti. Dalla sua infanzia segnata dalla guerra civile, Pansa descrive con gli occhi di un bambino gli eventi drammatici: partigiani fucilati, fascisti uccisi e le feste con ragazze danzanti. La sua carriera decolla con una tesi sulla guerra partigiana, portandolo a lavorare per “La Stampa”. Attraverso decenni di giornalismo, incontra figure politiche e direttori celebri, rivelando lati inaspettati di personaggi come Giulio De Benedetti e Eugenio Scalfari. Emergono anche figure sorprendenti, come Gianna, la fascista rapata, e il carismatico Almirante. Pansa, criticato dalla sinistra per i suoi scritti sulla guerra civile, è apprezzato da chi ha rotto il silenzio dei vincitori. A settant'anni, offre un racconto sincero e vivace, evocando la freschezza del giovane spaccavetri di un tempo.



