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Le avventure di Sindibàd il marinaio

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Conosciuto come un frammento, una favilla splendente e famosissima del magico universo delle “Mille e una notte”, “Le avventure di Sindibàd il marinaio” nasce invece come un racconto autonomo, entrato solo più tardi a far parte del composito mondo della celebre raccolta: risale infatti alla metà del IX secolo e appartiene dunque a un repertorio novellistico di età anteriore a quella di formazione delle “Mille e una notte”.L’ignoto e l’inutile, l’avventura e il guadagno, la conoscenza e la prosperità si fondono nei sogni di Sindibàd e dei tanti mercanti come lui che popolano la vasta geografia dei suoi viaggi, che si incontrano, cerimoniosi e ciarlieri, avidi, idealisti e astuti nelle infinite isole dell’Oceano Indiano come nella familiare piazza di una città araba.La ricchezza e lo stupore sono i due tesori che Sindibàd insegue e snida nella natura del suo luminoso Oriente.Natura che è insieme reale e fantastica.E la ricchezza è in fondo il punto d’arrivo che la mentalità del Medioevo arabo gli ha assegnato: ogni volta riconquistata, pur se ogni volta abbandonata e perduta.

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Le avventure di Sindibàd il marinaio, Armando Dominicis, Bruno Traversetti

Język
Rok wydania
1993
Oprawa
(miękka)
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3,4
Dobra
35 Ocena

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Tytuł
Le avventure di Sindibàd il marinaio
Język
włoski
Rok wydania
1993
Oprawa
miękka
Liczba stron
96
ISBN10
887983195X
ISBN13
9788879831956
Seria
Ocena
3,35 z 5
Opis
Conosciuto come un frammento, una favilla splendente e famosissima del magico universo delle “Mille e una notte”, “Le avventure di Sindibàd il marinaio” nasce invece come un racconto autonomo, entrato solo più tardi a far parte del composito mondo della celebre raccolta: risale infatti alla metà del IX secolo e appartiene dunque a un repertorio novellistico di età anteriore a quella di formazione delle “Mille e una notte”.L’ignoto e l’inutile, l’avventura e il guadagno, la conoscenza e la prosperità si fondono nei sogni di Sindibàd e dei tanti mercanti come lui che popolano la vasta geografia dei suoi viaggi, che si incontrano, cerimoniosi e ciarlieri, avidi, idealisti e astuti nelle infinite isole dell’Oceano Indiano come nella familiare piazza di una città araba.La ricchezza e lo stupore sono i due tesori che Sindibàd insegue e snida nella natura del suo luminoso Oriente.Natura che è insieme reale e fantastica.E la ricchezza è in fondo il punto d’arrivo che la mentalità del Medioevo arabo gli ha assegnato: ogni volta riconquistata, pur se ogni volta abbandonata e perduta.