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Benedette guerre

Crociate e jihad

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Barbero tocca i nodi fondamentali della scelta cristiana di liberare il Santo Sepolcro e dell’incontro/scontro fra il mondo cristiano e quello islamico che ne seguì. Vediamo l’intreccio tra l’impulso religioso dei cristiani che partono per la Crociata come per un pellegrinaggio, sia pur armato, le spinte espansionistiche di un’Europa in forte ripresa economica e demografica, l’indiscussa autorità politica della Chiesa di Roma. Romanziere, oltre che storico rigoroso, Barbero tratta le vicende in uno stile scorrevole, quasi un racconto fatto a voce accanto al camino. Un esperimento di grande fascino. Anna Foa Barbero racconta come le Crociate pongano un problema analogo a quello odierno, in seguito agli attacchi terroristici. Come giustificare le Crociate, un’impresa impossibile da realizzare se non ammazzando i nemici, quando il sesto comandamento vieta di uccidere? La soluzione trovata da Urbano II era di rimettere i peccati di chi fosse caduto combattendo gli infedeli: soluzione ambigua perché un peccato rimesso è sempre un peccato. Guido Barbujani, “Il Sole 24 Ore”

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Benedette guerre, Alessandro Barbero

Język
Rok wydania
2016
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Benedette guerre
Podtytuł
Crociate e jihad
Język
włoski
Wydawca
Laterza
Rok wydania
2016
Oprawa
miękka
Liczba stron
93
ISBN10
8858119894
ISBN13
9788858119891
Seria
Ocena
3,95 z 5
Opis
Barbero tocca i nodi fondamentali della scelta cristiana di liberare il Santo Sepolcro e dell’incontro/scontro fra il mondo cristiano e quello islamico che ne seguì. Vediamo l’intreccio tra l’impulso religioso dei cristiani che partono per la Crociata come per un pellegrinaggio, sia pur armato, le spinte espansionistiche di un’Europa in forte ripresa economica e demografica, l’indiscussa autorità politica della Chiesa di Roma. Romanziere, oltre che storico rigoroso, Barbero tratta le vicende in uno stile scorrevole, quasi un racconto fatto a voce accanto al camino. Un esperimento di grande fascino. Anna Foa Barbero racconta come le Crociate pongano un problema analogo a quello odierno, in seguito agli attacchi terroristici. Come giustificare le Crociate, un’impresa impossibile da realizzare se non ammazzando i nemici, quando il sesto comandamento vieta di uccidere? La soluzione trovata da Urbano II era di rimettere i peccati di chi fosse caduto combattendo gli infedeli: soluzione ambigua perché un peccato rimesso è sempre un peccato. Guido Barbujani, “Il Sole 24 Ore”