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Il 13 aprile 1980, nel centro di Beirut, viene rinvenuto tra le immondizie il cadavere di un uomo sulla cinquantina. Il corpo presenta segni di torture. Il narratore - un laureato in scienze politiche costretto dall'immanenza della guerra civile a riciclarsi in impiegato presso un'agenzia di viaggi - si improvvisa giornalista e decide di scoprire chi ha ucciso Khalíl Ahmad Jàbir, un cittadino qualsiasi, e perché. Ognuno dei sei capitoli centrali dà voce a un personaggio diverso, tra quanti hanno conosciuto o anche solo incontrato la vittima ed è attraverso le loro parole che l'autore cerca di ricostruirne la personalità e le traversie (sono la moglie, la figlia, un vicino, la portiera, un miliziano e un netturbino). Nelle loro storie sono così tante le morti violente, che la morte di Khalíl Jàbir perde quasi di significato e di eccezionalità.
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Facce bianche, Elias Khoury, Elisabetta Bartuli
- Język
- Rok wydania
- 2007
- Oprawa
- (twarda)
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- Tytuł
- Facce bianche
- Język
- włoski
- Autorzy
- Elias Khoury, Elisabetta Bartuli
- Wydawca
- Einaudi
- Rok wydania
- 2007
- Oprawa
- twarda
- Liczba stron
- 278
- ISBN10
- 8806184172
- ISBN13
- 9788806184179
- Seria
- Kategorie
- Tagi
- Polityka, Morderstwa, Wojny, Przemoc, Liban
- Ocena
- 3,75 z 5
- Opis
- Il 13 aprile 1980, nel centro di Beirut, viene rinvenuto tra le immondizie il cadavere di un uomo sulla cinquantina. Il corpo presenta segni di torture. Il narratore - un laureato in scienze politiche costretto dall'immanenza della guerra civile a riciclarsi in impiegato presso un'agenzia di viaggi - si improvvisa giornalista e decide di scoprire chi ha ucciso Khalíl Ahmad Jàbir, un cittadino qualsiasi, e perché. Ognuno dei sei capitoli centrali dà voce a un personaggio diverso, tra quanti hanno conosciuto o anche solo incontrato la vittima ed è attraverso le loro parole che l'autore cerca di ricostruirne la personalità e le traversie (sono la moglie, la figlia, un vicino, la portiera, un miliziano e un netturbino). Nelle loro storie sono così tante le morti violente, che la morte di Khalíl Jàbir perde quasi di significato e di eccezionalità.
