Bookbot

La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca

Ocena książki

Parametry

  • 88 stron
  • 4 godziny czytania

Więcej o książce

L'Austria, pur rinnegata, rimane per Thomas Bernhard "Heimat", patria culturale. L'ultimo libro di Aldo Gargani si articola in due parti: la prima analizza la scrittura di Bernhard, la seconda esplora i linguaggi della cultura austriaca, intrecciando estetica ed etica, poesia e filosofia. In Bernhard, il continuo mutare del senso in nonsenso e della verità in menzogna rende la scrittura imprescindibile, una "Gedankenpoesie" che, se rigorosa, diventa l'unica salvezza. Altri come Wittgenstein, Musil, i pionieri della musica atonale e Ingeborg Bachmann affrontano l'istanza etica, rompendo la coazione a ripetere e scegliendo tra infinite possibilità. Tutti cercano un "Mittelpunkt", un luogo in cui l'uomo possa resistere alla pressione della realtà attraverso il linguaggio. Tuttavia, Bernhard, con la sua decostruzione che rovescia ogni concetto, raggiunge esiti paradossali: i suoi personaggi rimangono intrappolati nello spazio che avrebbero dovuto abitare. Il pensiero, in un movimento autodistruttivo, si arresta un attimo prima della follia e del suicidio, portando i personaggi alla sconfitta. Lo scrittore, al contrario, si salva, bandendo ogni descrizione e tessendo citazioni e frasi, distaccandosi dall'io narrante per affrontare la disperazione senza perdersi. Ma può davvero rimanere illeso?

Zakup książki

La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca, Aldo Giorgio Gargani

Język
Rok wydania
1990
Oprawa
(miękka)
Jak tylko się pojawi, wyślemy Ci wiadomość e-mail.

Metody płatności

4,2
Bardzo dobra
5 Ocena

Brakuje nam tutaj Twojej recenzji.

Tytuł
La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca
Język
włoski
Wydawca
Laterza
Rok wydania
1990
Oprawa
miękka
Liczba stron
88
ISBN10
8842035742
ISBN13
9788842035749
Seria
Ocena
4,2 z 5
Opis
L'Austria, pur rinnegata, rimane per Thomas Bernhard "Heimat", patria culturale. L'ultimo libro di Aldo Gargani si articola in due parti: la prima analizza la scrittura di Bernhard, la seconda esplora i linguaggi della cultura austriaca, intrecciando estetica ed etica, poesia e filosofia. In Bernhard, il continuo mutare del senso in nonsenso e della verità in menzogna rende la scrittura imprescindibile, una "Gedankenpoesie" che, se rigorosa, diventa l'unica salvezza. Altri come Wittgenstein, Musil, i pionieri della musica atonale e Ingeborg Bachmann affrontano l'istanza etica, rompendo la coazione a ripetere e scegliendo tra infinite possibilità. Tutti cercano un "Mittelpunkt", un luogo in cui l'uomo possa resistere alla pressione della realtà attraverso il linguaggio. Tuttavia, Bernhard, con la sua decostruzione che rovescia ogni concetto, raggiunge esiti paradossali: i suoi personaggi rimangono intrappolati nello spazio che avrebbero dovuto abitare. Il pensiero, in un movimento autodistruttivo, si arresta un attimo prima della follia e del suicidio, portando i personaggi alla sconfitta. Lo scrittore, al contrario, si salva, bandendo ogni descrizione e tessendo citazioni e frasi, distaccandosi dall'io narrante per affrontare la disperazione senza perdersi. Ma può davvero rimanere illeso?