Więcej o książce
Una scuola, in un luogo chiamato Tragedistan. E in questa scuola, sede dei soliti stanchi riti e delle solite riunioni interminabili, un giorno qualcuno finalmente ha un’idea, che darà vita a un grande progetto: riscrivere i classici della tradizione letteraria per renderli attuali e appetibili alle nuove generazioni. I professori si mettono al lavoro e creano versioni aggiornate dei Promessi Sposi, dell’Ortis e della Vita Nuova. Gli studenti non gradiscono e finiscono per passarsi sottobanco, come carbonari, i testi classici in versione originale.Questa è la trama di Scusi, prof, ho sbagliato romanzo, un libro in cui l’estro creativo di Alessandro Banda riesce a esprimere, attraverso esilaranti parodie, il disagio di una classe insegnante attanagliata da una burocrazia sempre più assurda e invasiva, e la delusione di giovani consapevoli che una società non meritocratica mai potrà permettersi una scuola meritocratica.
Zakup książki
Scusi, prof, ho sbagliato romanzo, Alessandro Banda
- Język
- Rok wydania
- 2006
- Oprawa
- (miękka)
Metody płatności
Brakuje nam tutaj Twojej recenzji.
- Tytuł
- Scusi, prof, ho sbagliato romanzo
- Język
- włoski
- Autorzy
- Alessandro Banda
- Wydawca
- Guanda
- Rok wydania
- 2006
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 192
- ISBN10
- 8882469654
- ISBN13
- 9788882469658
- Seria
- Kategorie
- Ocena
- 2,65 z 5
- Opis
- Una scuola, in un luogo chiamato Tragedistan. E in questa scuola, sede dei soliti stanchi riti e delle solite riunioni interminabili, un giorno qualcuno finalmente ha un’idea, che darà vita a un grande progetto: riscrivere i classici della tradizione letteraria per renderli attuali e appetibili alle nuove generazioni. I professori si mettono al lavoro e creano versioni aggiornate dei Promessi Sposi, dell’Ortis e della Vita Nuova. Gli studenti non gradiscono e finiscono per passarsi sottobanco, come carbonari, i testi classici in versione originale.Questa è la trama di Scusi, prof, ho sbagliato romanzo, un libro in cui l’estro creativo di Alessandro Banda riesce a esprimere, attraverso esilaranti parodie, il disagio di una classe insegnante attanagliata da una burocrazia sempre più assurda e invasiva, e la delusione di giovani consapevoli che una società non meritocratica mai potrà permettersi una scuola meritocratica.
