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Bestiario veneto

Parole mate

Ocena książki

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  • 159 stron
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In un contesto che oscilla tra un Piccolo mondo antico in declino e una Los Angeles emergente, si presenta un bestiario di creature in cui animali, umani e alieni vivono in un silenzio reciproco. Gli sguardi di queste entità sollevano interrogativi: "Ma siamo sicuri?" Questo bestiario diventa un pretesto per colmare la mia ignoranza, un'opportunità per esplorare autori che avrei dovuto conoscere da tempo. Attraverso di loro, riscopro la connessione con la mia terra natale, un luogo di conflitto ma anche di espressione linguistica. Il testo si muove tra prosa e poesia, presentando una mappa di creature che variano in dimensioni e caratteristiche, da quelle selvatiche a quelle domestiche, tutte radicate nella cultura locale. Per creare questo bestiario, ho esplorato non solo pagine, ma anche strade, campagne e aree industriali, in una provincia vasta come una metropoli, ma priva della sua vitalità. C’era un bisogno crescente di qualcosa di più leggero, un modo di essere che potesse integrarsi nella vita quotidiana, basato su una storia condivisa piuttosto che su esclusioni etniche. Così, il bestiario è diventato un esercizio di immaginazione, un dialogo tra parole e realtà, un modo per osservare e comprendere il quotidiano con uno sguardo disincantato.

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Bestiario veneto, Marco Paolini

Język
Rok wydania
1999
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Tytuł
Bestiario veneto
Podtytuł
Parole mate
Język
włoski
Rok wydania
1999
Liczba stron
159
ISBN10
8887881243
ISBN13
9788887881240
Seria
Ocena
3,8 z 5
Opis
In un contesto che oscilla tra un Piccolo mondo antico in declino e una Los Angeles emergente, si presenta un bestiario di creature in cui animali, umani e alieni vivono in un silenzio reciproco. Gli sguardi di queste entità sollevano interrogativi: "Ma siamo sicuri?" Questo bestiario diventa un pretesto per colmare la mia ignoranza, un'opportunità per esplorare autori che avrei dovuto conoscere da tempo. Attraverso di loro, riscopro la connessione con la mia terra natale, un luogo di conflitto ma anche di espressione linguistica. Il testo si muove tra prosa e poesia, presentando una mappa di creature che variano in dimensioni e caratteristiche, da quelle selvatiche a quelle domestiche, tutte radicate nella cultura locale. Per creare questo bestiario, ho esplorato non solo pagine, ma anche strade, campagne e aree industriali, in una provincia vasta come una metropoli, ma priva della sua vitalità. C’era un bisogno crescente di qualcosa di più leggero, un modo di essere che potesse integrarsi nella vita quotidiana, basato su una storia condivisa piuttosto che su esclusioni etniche. Così, il bestiario è diventato un esercizio di immaginazione, un dialogo tra parole e realtà, un modo per osservare e comprendere il quotidiano con uno sguardo disincantato.