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Il Cammeo - 437: In cerca di una patria

8 settembre 1943: i ragazzi della generazione sfortunata tornano in guerra con l'esercito del re per rifare l'Italia.

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La sera dell'8 settembre 1943, alla notizia dell'armistizio, molti militari italiani si ribellano contro i tedeschi. In Italia, Francia, Jugoslavia, Grecia, Albania e nelle isole del Mediterraneo, soldati e ufficiali comprendono che per cambiare il corso della Storia devono rischiare la vita. In tre settimane, i caduti sono circa 25.000, molti fucilati dopo la resa, come a Cefalonia e Corfù. Gli alti comandi si dissolvono, ma i giovani, già segnati dalla guerra a El Alamein e nell'URSS, rispondono alla chiamata per ricostituire un esercito al fianco degli Alleati. Anche se molti sono fascisti che hanno creduto nel regime, si aggrappano all'idea di un'Italia senza aggettivi, per cui combattere e morire, nonostante diserzioni e incomprensioni. Attraverso le esperienze di quindici giovani soldati, si raccontano venti mesi di guerra contro il nazi-fascismo. Ignari di essere pedine in un grande gioco geopolitico, affrontano le sanguinose tappe di una lenta resurrezione. Prima di un assalto, paracadutisti e bersaglieri ricordano il passato, mentre comunisti e socialisti criticano l’esercito del re. Alla fine, oltre 86.000 militari muoiono, ma la loro storia viene spesso ignorata, con la Sinistra che monopolizza i meriti della resistenza e la borghesia che assolve i responsabili dell'8 settembre.

Zakup książki

Il Cammeo - 437: In cerca di una patria, Alfio Caruso

Język
Rok wydania
2005
Oprawa
(twarda),
Stan książki
Uszkodzony
Cena
7,84 zł

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Tytuł
Il Cammeo - 437: In cerca di una patria
Podtytuł
8 settembre 1943: i ragazzi della generazione sfortunata tornano in guerra con l'esercito del re per rifare l'Italia.
Język
włoski
Rok wydania
2005
Oprawa
twarda
Liczba stron
292
ISBN10
8830422061
ISBN13
9788830422063
Seria
Opis
La sera dell'8 settembre 1943, alla notizia dell'armistizio, molti militari italiani si ribellano contro i tedeschi. In Italia, Francia, Jugoslavia, Grecia, Albania e nelle isole del Mediterraneo, soldati e ufficiali comprendono che per cambiare il corso della Storia devono rischiare la vita. In tre settimane, i caduti sono circa 25.000, molti fucilati dopo la resa, come a Cefalonia e Corfù. Gli alti comandi si dissolvono, ma i giovani, già segnati dalla guerra a El Alamein e nell'URSS, rispondono alla chiamata per ricostituire un esercito al fianco degli Alleati. Anche se molti sono fascisti che hanno creduto nel regime, si aggrappano all'idea di un'Italia senza aggettivi, per cui combattere e morire, nonostante diserzioni e incomprensioni. Attraverso le esperienze di quindici giovani soldati, si raccontano venti mesi di guerra contro il nazi-fascismo. Ignari di essere pedine in un grande gioco geopolitico, affrontano le sanguinose tappe di una lenta resurrezione. Prima di un assalto, paracadutisti e bersaglieri ricordano il passato, mentre comunisti e socialisti criticano l’esercito del re. Alla fine, oltre 86.000 militari muoiono, ma la loro storia viene spesso ignorata, con la Sinistra che monopolizza i meriti della resistenza e la borghesia che assolve i responsabili dell'8 settembre.