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Il cazzaro verde. Ritratto scorretto di Matteo Salvini

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Chi è davvero Matteo Salvini? Ce lo racconta Andrea Scanzi, col suo stile ironico e irriverente, in questo libro che segue a ruota i bestseller Renzusconi e Salvimaio. Salvini appare qui non come il "nuovo fascista", bensì – per dirla con Montanelli – come uno sbilenco "guappo di cartone". E i guappi, spesso, li smascheri col sorriso. Scanzi tratteggia le caratteristiche salienti di un politico tutto chiacchiere e distintivo. C’è la critica seria: le incongruenze politiche, la malandata classe dirigente leghista, la "ferocia" nel gestire i migranti durante il governo giallo-verde, le parole sulla famiglia Cucchi, il clamoroso autogol estivo che gli è costato il Viminale. E c’è la satira, che colpisce uno statista che si definì da solo "nullafacente" e vive ancora il dramma di quando da bambino gli rubarono Zorro. Il Salvini di Scanzi è un leader bislacco che vive in tivù e fa "disobbedienza civile" con le merendine. Beve mojito al Papeete. Posta foto mentre si ingozza. Cita De André senza averci capito nulla. E ha l’ardire di definirsi "nuovo", quando in realtà è il politico più vecchio della cosiddetta Terza Repubblica.

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Il cazzaro verde. Ritratto scorretto di Matteo Salvini, Andrea Scanzi

Język
Rok wydania
2019
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Il cazzaro verde. Ritratto scorretto di Matteo Salvini
Język
włoski
Wydawca
PaperFIRST
Rok wydania
2019
Oprawa
miękka
Liczba stron
134
ISBN10
889978485X
ISBN13
9788899784850
Seria
Ocena
3,2 z 5
Opis
Chi è davvero Matteo Salvini? Ce lo racconta Andrea Scanzi, col suo stile ironico e irriverente, in questo libro che segue a ruota i bestseller Renzusconi e Salvimaio. Salvini appare qui non come il "nuovo fascista", bensì – per dirla con Montanelli – come uno sbilenco "guappo di cartone". E i guappi, spesso, li smascheri col sorriso. Scanzi tratteggia le caratteristiche salienti di un politico tutto chiacchiere e distintivo. C’è la critica seria: le incongruenze politiche, la malandata classe dirigente leghista, la "ferocia" nel gestire i migranti durante il governo giallo-verde, le parole sulla famiglia Cucchi, il clamoroso autogol estivo che gli è costato il Viminale. E c’è la satira, che colpisce uno statista che si definì da solo "nullafacente" e vive ancora il dramma di quando da bambino gli rubarono Zorro. Il Salvini di Scanzi è un leader bislacco che vive in tivù e fa "disobbedienza civile" con le merendine. Beve mojito al Papeete. Posta foto mentre si ingozza. Cita De André senza averci capito nulla. E ha l’ardire di definirsi "nuovo", quando in realtà è il politico più vecchio della cosiddetta Terza Repubblica.