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I Fari - 9: Poteri forti (o quasi)

Memorie di oltre quarant'anni di giornalismo

Ocena książki

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  • 319 stron
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Il diario autocritico dell'ex direttore del "Corriere della Sera" e del "Sole 24 Ore" offre uno sguardo unico su oltre quarant'anni di storia italiana e mondiale. Attraverso scene e retroscena del potere in Italia, l'autore esplora temi come finanza, politica, media e magistratura, arricchendo il racconto con ritratti di protagonisti, ricordi di colleghi e episodi inediti. Ferruccio de Bortoli, figura di riferimento nel giornalismo internazionale, si racconta per la prima volta, rivelando sorprese e riflessioni. Sottolinea l'importanza di giornalisti preparati e indipendenti, capaci di osservare i fatti con i propri occhi e di vivere le emozioni dei protagonisti. Critica la superficialità di chi si affida a video e social media, evidenziando la necessità di verifiche e di ammettere errori per conquistare la fiducia del pubblico. De Bortoli sostiene che un buon giornalismo, anche se scomodo, è fondamentale per affrontare i problemi seri e per rendere una comunità più forte. Al contrario, il silenzio o la distorsione delle verità portano al declino, un fenomeno che, negli ultimi anni in Italia, si è verificato con preoccupante frequenza.

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I Fari - 9: Poteri forti (o quasi), Ferruccio De Bortoli

Język
Rok wydania
2017
Oprawa
(twarda),
Stan książki
Bardzo dobry
Cena
1,43 zł

Metody płatności

3,2
Dobra
11 Ocena

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Tytuł
I Fari - 9: Poteri forti (o quasi)
Podtytuł
Memorie di oltre quarant'anni di giornalismo
Język
włoski
Rok wydania
2017
Oprawa
twarda
Liczba stron
319
ISBN10
8893441667
ISBN13
9788893441667
Seria
Ocena
3,2 z 5
Opis
Il diario autocritico dell'ex direttore del "Corriere della Sera" e del "Sole 24 Ore" offre uno sguardo unico su oltre quarant'anni di storia italiana e mondiale. Attraverso scene e retroscena del potere in Italia, l'autore esplora temi come finanza, politica, media e magistratura, arricchendo il racconto con ritratti di protagonisti, ricordi di colleghi e episodi inediti. Ferruccio de Bortoli, figura di riferimento nel giornalismo internazionale, si racconta per la prima volta, rivelando sorprese e riflessioni. Sottolinea l'importanza di giornalisti preparati e indipendenti, capaci di osservare i fatti con i propri occhi e di vivere le emozioni dei protagonisti. Critica la superficialità di chi si affida a video e social media, evidenziando la necessità di verifiche e di ammettere errori per conquistare la fiducia del pubblico. De Bortoli sostiene che un buon giornalismo, anche se scomodo, è fondamentale per affrontare i problemi seri e per rendere una comunità più forte. Al contrario, il silenzio o la distorsione delle verità portano al declino, un fenomeno che, negli ultimi anni in Italia, si è verificato con preoccupante frequenza.