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I misteri del Bengala. Storie e racconti di fantasmi

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La lotta tra sensibilità e crudeltà, ingenuità ed erotismo, natura e spirito, donna e uomo caratterizza i racconti di Tagore, genio indiano della letteratura tra Otto e Novecento. Le sue opere non solo ritraggono le tensioni universali della grande letteratura, ma le collocano nel contesto di un’India coloniale in transizione verso la modernità. Tagore utilizza spiriti e scheletri parlanti, fantasmi umani e impalpabili, per rappresentare le contraddizioni di un’epoca. L’aura di mistero permea i suoi racconti, evidenziando come l’uomo possa rimanere prigioniero dei propri sogni; come affermava, «l’illusione è la prima apparenza della verità». Le sue storie, popolate da inquietanti creature tra vita e morte, esplorano tormenti amorosi in cui la morte non è sempre l’ultima parola. All’inizio del XX secolo, l’Occidente riconobbe Tagore come il padre nobile dell’India, conferendogli il Premio Nobel per la letteratura nel 1913. La sua opera riflette un’integrazione tra culture: induista, mussulmana e britannica. Tuttavia, dopo un iniziale successo, Tagore è stato spesso dimenticato, relegato a una dimensione spirituale e mistica. Questa recente raccolta, ora tradotta in inglese e francese, riporta alla luce la prosa originale di un maestro, la cui immaginazione si unisce a una straordinaria precisione descrittiva, raggiungendo vette del racconto contemporaneo.

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I misteri del Bengala. Storie e racconti di fantasmi, Rabíndranáth Thákur, Marcella Falci

Język
Rok wydania
2006
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
I misteri del Bengala. Storie e racconti di fantasmi
Język
włoski
Rok wydania
2006
Oprawa
miękka
Liczba stron
173
ISBN10
8860360684
ISBN13
9788860360687
Seria
Kategorie
Ocena
3,25 z 5
Opis
La lotta tra sensibilità e crudeltà, ingenuità ed erotismo, natura e spirito, donna e uomo caratterizza i racconti di Tagore, genio indiano della letteratura tra Otto e Novecento. Le sue opere non solo ritraggono le tensioni universali della grande letteratura, ma le collocano nel contesto di un’India coloniale in transizione verso la modernità. Tagore utilizza spiriti e scheletri parlanti, fantasmi umani e impalpabili, per rappresentare le contraddizioni di un’epoca. L’aura di mistero permea i suoi racconti, evidenziando come l’uomo possa rimanere prigioniero dei propri sogni; come affermava, «l’illusione è la prima apparenza della verità». Le sue storie, popolate da inquietanti creature tra vita e morte, esplorano tormenti amorosi in cui la morte non è sempre l’ultima parola. All’inizio del XX secolo, l’Occidente riconobbe Tagore come il padre nobile dell’India, conferendogli il Premio Nobel per la letteratura nel 1913. La sua opera riflette un’integrazione tra culture: induista, mussulmana e britannica. Tuttavia, dopo un iniziale successo, Tagore è stato spesso dimenticato, relegato a una dimensione spirituale e mistica. Questa recente raccolta, ora tradotta in inglese e francese, riporta alla luce la prosa originale di un maestro, la cui immaginazione si unisce a una straordinaria precisione descrittiva, raggiungendo vette del racconto contemporaneo.