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Serie bianca: AIDS

Lo scandalo del vaccino italiano

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Il vaccino presentato come la scoperta del secolo per combattere l'Aids si basa sulla lotta a una proteina, la Tat, con effetti preventivi e curativi ed è di origine italiana. Negli anni novanta, sembrava che la ricerca italiana potesse ricevere grandi onori, ma dopo i primi entusiasmi sono emersi dubbi e incongruenze, incluso il sospetto di manipolazione dei dati per ottenere risultati favorevoli. Alcuni ricercatori italiani hanno denunciato irregolarità e deviazioni dai protocolli, sollevando gravi accuse che mettono in discussione l'intera ricerca. Tuttavia, l'Istituto Superiore di Sanità ha difeso il progetto, sostenendo che le opposizioni fossero motivate da pregiudizi e che la sperimentazione dovesse continuare. Con finanziamenti dal ministero della Salute e dal ministero degli Esteri, la ricerca è proseguita in Sudafrica, ma con il rischio che la sperimentazione sugli uomini potesse rivelarsi pericolosa. La riluttanza di nomi celebri nel mondo scientifico a discutere l'argomento solleva interrogativi. Man mano che la vicenda si sviluppa, il racconto si trasforma in un giallo, ricco di reticenze, timori, omissioni e interessi, senza alcuna garanzia di un lieto fine.

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Serie bianca: AIDS, Vittorio Agnoletto, Carlo Gnetti, Robert Gallo

Język
Rok wydania
2012
Oprawa
(miękka)
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3,4
Dobra
5 Ocena

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Tytuł
Serie bianca: AIDS
Podtytuł
Lo scandalo del vaccino italiano
Język
włoski
Rok wydania
2012
Oprawa
miękka
Liczba stron
145
ISBN10
8807172437
ISBN13
9788807172434
Seria
Ocena
3,4 z 5
Opis
Il vaccino presentato come la scoperta del secolo per combattere l'Aids si basa sulla lotta a una proteina, la Tat, con effetti preventivi e curativi ed è di origine italiana. Negli anni novanta, sembrava che la ricerca italiana potesse ricevere grandi onori, ma dopo i primi entusiasmi sono emersi dubbi e incongruenze, incluso il sospetto di manipolazione dei dati per ottenere risultati favorevoli. Alcuni ricercatori italiani hanno denunciato irregolarità e deviazioni dai protocolli, sollevando gravi accuse che mettono in discussione l'intera ricerca. Tuttavia, l'Istituto Superiore di Sanità ha difeso il progetto, sostenendo che le opposizioni fossero motivate da pregiudizi e che la sperimentazione dovesse continuare. Con finanziamenti dal ministero della Salute e dal ministero degli Esteri, la ricerca è proseguita in Sudafrica, ma con il rischio che la sperimentazione sugli uomini potesse rivelarsi pericolosa. La riluttanza di nomi celebri nel mondo scientifico a discutere l'argomento solleva interrogativi. Man mano che la vicenda si sviluppa, il racconto si trasforma in un giallo, ricco di reticenze, timori, omissioni e interessi, senza alcuna garanzia di un lieto fine.