Bookbot

Skira Masters: Bruegel

Ocena książki

Parametry

  • 190 stron
  • 7 godzin czytania

Więcej o książce

"...Mistico, alchimista, esoterico, e insieme gretto, sudicio e volgare. Queste le parole che sottendono il mondo disegnato da Brueghel. Un mondo laico, che celebra raramente la divinità, e quando lo fa la pone nello spazio del quadro in subordine alla stessa Natura e spesso nascosta e confusa nel brulicare di una folla indifferente. Brueghel non è un pittore di chiese o di altari o di luoghi di rappresentanza ufficiale. Dipinge un mondo contadino, analiticamente osservato fino al più imbarazzante particolare anatomico, e lo fa con un occhio né paterno, né sentenzioso, né compassionevole: ciò che guida il suo pennello è forse una curiosità per le cose umane, per la sconfitta di un'umanità in fondo sempre bestiale è miseramente perdente, anche quando alza la testa verso Dio immaginandomi di poterne condividere il domicilio nei Cieli, come avviene in uno dei quadri più noti del pittore, la Torre di Babele. Qui un'umanità rimpicciolita nella propria impotenza si affanna nella costruzione della torre voluta dal re Nembrot, dalla vanità dell'uomo che sfida Dio dimenticando i suoi limiti tutti profondamente fisici, terreni. L'uomo come animale della Terrra. ..." (Dal saggio di Pietro Allegretti)

Zakup książki

Skira Masters: Bruegel, Giovanni Arpino, Pietro Allegretti

Język
Rok wydania
2015
Oprawa
(miękka)
Jak tylko się pojawi, wyślemy Ci wiadomość e-mail.

Metody płatności

5,0
Doskonała
1 Ocena

Brakuje nam tutaj Twojej recenzji.

Tytuł
Skira Masters: Bruegel
Język
włoski
Wydawca
Skira
Rok wydania
2015
Oprawa
miękka
Liczba stron
190
ISBN10
8857229599
ISBN13
9788857229591
Seria
Ocena
5 z 5
Opis
"...Mistico, alchimista, esoterico, e insieme gretto, sudicio e volgare. Queste le parole che sottendono il mondo disegnato da Brueghel. Un mondo laico, che celebra raramente la divinità, e quando lo fa la pone nello spazio del quadro in subordine alla stessa Natura e spesso nascosta e confusa nel brulicare di una folla indifferente. Brueghel non è un pittore di chiese o di altari o di luoghi di rappresentanza ufficiale. Dipinge un mondo contadino, analiticamente osservato fino al più imbarazzante particolare anatomico, e lo fa con un occhio né paterno, né sentenzioso, né compassionevole: ciò che guida il suo pennello è forse una curiosità per le cose umane, per la sconfitta di un'umanità in fondo sempre bestiale è miseramente perdente, anche quando alza la testa verso Dio immaginandomi di poterne condividere il domicilio nei Cieli, come avviene in uno dei quadri più noti del pittore, la Torre di Babele. Qui un'umanità rimpicciolita nella propria impotenza si affanna nella costruzione della torre voluta dal re Nembrot, dalla vanità dell'uomo che sfida Dio dimenticando i suoi limiti tutti profondamente fisici, terreni. L'uomo come animale della Terrra. ..." (Dal saggio di Pietro Allegretti)