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Scoprire l'arte del XX secolo: De Chirico

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È stato detto tante volte che è letteraria la pittura di Giorgio de Chirico. Qualcuno, più accorto, ha precisato che è una pittura filosofica. E in effetti, in poche parole lo stesso artista ha rivelato il suo metodo in uno sconosciuto scritto sul musicista Casella: “Da lungo tempo ormai mi son reso perfettamente conto che io penso per immagini o raffigurazioni. Dopo lungo riflettere ho constatato che, in fondo, è l’immagine la principale espressione del pensiero umano, e gli altri fattori, per mezzo dei quali si esprime il pensiero, come, ad esempio, le parole, i gesti e le espressioni, non sono che espressioni secondarie che accompagnano l’immagine”. De Chirico, allora, sente la necessità di obbiettivare il pensiero, senza lasciargli neanche il tempo di tramutarsi in parola. Non vuole che l’istantanea visione venga mediata, e cerca un rapporto immediato tra il vedere e l’immaginare, tra il pensare e il dire, tra il far vedere e il far pensare. Pensare immagini è il suo programma: il punto d’arrivo può anche diventare quello di immaginare il pensiero.

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Scoprire l'arte del XX secolo: De Chirico, Giorgio de Chirico

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Rok wydania
1996
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Scoprire l'arte del XX secolo: De Chirico
Język
włoski
Wydawca
Editalia
Rok wydania
1996
Oprawa
miękka
Liczba stron
64
ISBN10
8870603423
ISBN13
9788870603422
Seria
Opis
È stato detto tante volte che è letteraria la pittura di Giorgio de Chirico. Qualcuno, più accorto, ha precisato che è una pittura filosofica. E in effetti, in poche parole lo stesso artista ha rivelato il suo metodo in uno sconosciuto scritto sul musicista Casella: “Da lungo tempo ormai mi son reso perfettamente conto che io penso per immagini o raffigurazioni. Dopo lungo riflettere ho constatato che, in fondo, è l’immagine la principale espressione del pensiero umano, e gli altri fattori, per mezzo dei quali si esprime il pensiero, come, ad esempio, le parole, i gesti e le espressioni, non sono che espressioni secondarie che accompagnano l’immagine”. De Chirico, allora, sente la necessità di obbiettivare il pensiero, senza lasciargli neanche il tempo di tramutarsi in parola. Non vuole che l’istantanea visione venga mediata, e cerca un rapporto immediato tra il vedere e l’immaginare, tra il pensare e il dire, tra il far vedere e il far pensare. Pensare immagini è il suo programma: il punto d’arrivo può anche diventare quello di immaginare il pensiero.