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Collana di diritto e diritto comparato - 9: Criminologia e diritto internazionale penale

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Le nefandezze della guerra hanno avviato un processo di internazionalizzazione della tutela dei diritti umani, formalmente iniziato con la Dichiarazione Universale del 1948. La lotta contro i crimini transnazionali è stata affidata a una giustizia penale internazionale, ma gli sforzi per creare regole comuni di protezione si sono rivelati inefficaci. L'istituzione di Tribunali ad hoc e della Corte penale internazionale non ha portato a una cristallizzazione chiara delle norme, e i tentativi di uniformare il diritto penale sostanziale tra Stati sono falliti, a causa della diversità dei sistemi giuridici e delle difficoltà nell'integrare giurisdizioni statali e strumenti internazionali. La protezione dei diritti umani deve quindi cercare un linguaggio universale comune e una maggiore armonizzazione delle normative processuali. La diffusione di associazioni criminali transnazionali ha stimolato la ricerca di strumenti coordinati per affrontare le diversità giuridiche, promuovendo tecniche investigative e giudiziarie comuni. In Europa, si è passati da sistemi rogatoriali complessi a un meccanismo collaborativo basato sul mutuo riconoscimento e sulla circolazione della prova. Questo approccio è cruciale per reprimere crimini aterritoriali, come il terrorismo e i reati commessi da stranieri in clandestinità, che sfruttano le lacune normative. L'opera unisce la protezione dei diritti umani e la libera circolazione della prova, affron

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Collana di diritto e diritto comparato - 9: Criminologia e diritto internazionale penale, Giovanni Neri

Język
Rok wydania
2014
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Collana di diritto e diritto comparato - 9: Criminologia e diritto internazionale penale
Język
włoski
Rok wydania
2014
Oprawa
miękka
Liczba stron
78
ISBN10
8868121212
ISBN13
9788868121211
Seria
Opis
Le nefandezze della guerra hanno avviato un processo di internazionalizzazione della tutela dei diritti umani, formalmente iniziato con la Dichiarazione Universale del 1948. La lotta contro i crimini transnazionali è stata affidata a una giustizia penale internazionale, ma gli sforzi per creare regole comuni di protezione si sono rivelati inefficaci. L'istituzione di Tribunali ad hoc e della Corte penale internazionale non ha portato a una cristallizzazione chiara delle norme, e i tentativi di uniformare il diritto penale sostanziale tra Stati sono falliti, a causa della diversità dei sistemi giuridici e delle difficoltà nell'integrare giurisdizioni statali e strumenti internazionali. La protezione dei diritti umani deve quindi cercare un linguaggio universale comune e una maggiore armonizzazione delle normative processuali. La diffusione di associazioni criminali transnazionali ha stimolato la ricerca di strumenti coordinati per affrontare le diversità giuridiche, promuovendo tecniche investigative e giudiziarie comuni. In Europa, si è passati da sistemi rogatoriali complessi a un meccanismo collaborativo basato sul mutuo riconoscimento e sulla circolazione della prova. Questo approccio è cruciale per reprimere crimini aterritoriali, come il terrorismo e i reati commessi da stranieri in clandestinità, che sfruttano le lacune normative. L'opera unisce la protezione dei diritti umani e la libera circolazione della prova, affron