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Ultra cafonal. Il peggio di «Dagospia»

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"'Ultra cafonal' potrebbe rappresentare una possibilità di riscatto e redenzione, forse concepita da Dagospia per riportare le persone sulla retta via, anche solo quella della dignità estetica. Tuttavia, il suo predecessore 'Cafonal' ha già fallito in questo intento, poiché i protagonisti sono diventati 'ultra cafonal', felici di essere ancora vip grazie alle foto di Pizzi che immortalano i loro momenti di massima dissoluzione. Nessuno di loro ha provato vergogna o si è ripromesso di cambiare, come ad esempio evitare miniabiti a ottant'anni o non addormentarsi in Parlamento. Addirittura, non si sono impegnati a rimanere a casa propria, mantenendo i fotografi a distanza. È sorprendente come una società dell'abbondanza trovi come unico motivo di incontro il cibo, che diventa il fulcro di ogni festa e incontro. Si mangia incessantemente, e in questo consumismo si perde ogni connotato umano, sostituendo il dialogo su cinema, libri o politica con barzellette e, soprattutto, cibo. La ricerca di bellezza e la bellezza stessa sembrano essere scomparse." (dalla prefazione di Natalia Aspesi)

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Ultra cafonal. Il peggio di «Dagospia», Roberto D'Agostino, Umberto Pizzi, Roberto Pizzi

Język
Rok wydania
2010
Oprawa
(twarda)
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Bardzo dobra
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Tytuł
Ultra cafonal. Il peggio di «Dagospia»
Język
włoski
Wydawca
Mondadori
Rok wydania
2010
Oprawa
twarda
Liczba stron
575
ISBN10
8804601868
ISBN13
9788804601869
Seria
Ocena
4 z 5
Opis
"'Ultra cafonal' potrebbe rappresentare una possibilità di riscatto e redenzione, forse concepita da Dagospia per riportare le persone sulla retta via, anche solo quella della dignità estetica. Tuttavia, il suo predecessore 'Cafonal' ha già fallito in questo intento, poiché i protagonisti sono diventati 'ultra cafonal', felici di essere ancora vip grazie alle foto di Pizzi che immortalano i loro momenti di massima dissoluzione. Nessuno di loro ha provato vergogna o si è ripromesso di cambiare, come ad esempio evitare miniabiti a ottant'anni o non addormentarsi in Parlamento. Addirittura, non si sono impegnati a rimanere a casa propria, mantenendo i fotografi a distanza. È sorprendente come una società dell'abbondanza trovi come unico motivo di incontro il cibo, che diventa il fulcro di ogni festa e incontro. Si mangia incessantemente, e in questo consumismo si perde ogni connotato umano, sostituendo il dialogo su cinema, libri o politica con barzellette e, soprattutto, cibo. La ricerca di bellezza e la bellezza stessa sembrano essere scomparse." (dalla prefazione di Natalia Aspesi)