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Il lato oscuro di Facebook

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Quanto siamo liberi quando andiamo su Facebook? Siamo noi che ci colleghiamo al nostro profilo o è Facebook che si collega di continuo al nostro cervello? Condividiamo un pensiero, una foto, un like, la battuta di un amico o commentiamo un messaggio politico, perché abbiamo desiderio di farlo o perché siamo in mano a una piattaforma progettata, aggiornata, testata e migliorata costantemente per spingerci verso questi precisi comportamenti? Facebook ci vuole produttivi al massimo, il più attivi possibile. Perché? E come estrae valore dal nostro bisogno di comunicare, dai nostri like, dai dati che raccoglie su di noi? Possiamo essere certi che il biglietto di ingresso alla giostra di Facebook sia pagato interamente dagli annunci pubblicitari e non piuttosto dalla quantità di tempo che può essere sottratto alla nostra giornata? Una multinazionale privata conosce gusti, opinioni e reti sociali di un miliardo e quattrocento milioni di utenti. È tollerabile che un tale potere sia nelle mani della sola persona a capo di quella multinazionale? Queste sono le domande a cui si dà risposta in questo saggio, che svela in che modo e perché Facebook sfrutta le debolezze umane. E ci fa riflettere su come non possa più considerarsi "privata" la natura di un colosso che condiziona troppo il nostro tempo, il nostro stare insieme e il modo in cui vediamo il mondo.

Zakup książki

Il lato oscuro di Facebook, Federico Mello

Język
Rok wydania
2018
Oprawa
(miękka),
Stan książki
Bardzo dobry
Cena
12,34 zł

Metody płatności

4,0
Bardzo dobra
2 Ocena

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Tytuł
Il lato oscuro di Facebook
Język
włoski
Wydawca
Imprimatur
Rok wydania
2018
Oprawa
miękka
Liczba stron
128
ISBN10
886830676X
ISBN13
9788868306762
Seria
Ocena
4 z 5
Opis
Quanto siamo liberi quando andiamo su Facebook? Siamo noi che ci colleghiamo al nostro profilo o è Facebook che si collega di continuo al nostro cervello? Condividiamo un pensiero, una foto, un like, la battuta di un amico o commentiamo un messaggio politico, perché abbiamo desiderio di farlo o perché siamo in mano a una piattaforma progettata, aggiornata, testata e migliorata costantemente per spingerci verso questi precisi comportamenti? Facebook ci vuole produttivi al massimo, il più attivi possibile. Perché? E come estrae valore dal nostro bisogno di comunicare, dai nostri like, dai dati che raccoglie su di noi? Possiamo essere certi che il biglietto di ingresso alla giostra di Facebook sia pagato interamente dagli annunci pubblicitari e non piuttosto dalla quantità di tempo che può essere sottratto alla nostra giornata? Una multinazionale privata conosce gusti, opinioni e reti sociali di un miliardo e quattrocento milioni di utenti. È tollerabile che un tale potere sia nelle mani della sola persona a capo di quella multinazionale? Queste sono le domande a cui si dà risposta in questo saggio, che svela in che modo e perché Facebook sfrutta le debolezze umane. E ci fa riflettere su come non possa più considerarsi "privata" la natura di un colosso che condiziona troppo il nostro tempo, il nostro stare insieme e il modo in cui vediamo il mondo.