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H&M, Nokia, Coca-Cola, McDonald's, Adidas: nei nostri centri commerciali troviamo scintillanti marche a prezzi competitivi. E il nostro sabato pomeriggio di shopping a prezzi modici ci rende felici: ci sentiamo liberi, realizzati, alla moda, perfettamente inseriti nella società. Peccato però che quel telefonino e quel paio di scarpe che portiamo allegramente in giro siano il frutto del lavoro duro e sottopagato di donne e bambini del Terzo Mondo, per quali produrre scarpe in condizioni disumane per il lontano mondo ricco rappresenta l'unica possibilità di sopravvivenza. È un panorama che ci è familiare, e che ormai non ci sembra altro che la normalità. Lo strapotere del denaro e la corsa al successo sono entrati in pieno nel nostro stile di vita: chi ha avuto la sfortuna di nascere in un paese povero rimane automaticamente relegato in un'esistenza ai margini, senza alcuna possibilità di riscatto. Ma davvero è tutto così "normale"? Esiste un modo per dire basta alle multinazionali che ignorano i diritti umani e distruggono l'ambiente nella corsa inarrestabile verso il profitto, approfittando delle nostre velleità di essere sempre al passo, sempre vincenti?
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Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere, Klaus Werner Lobo
- Język
- Rok wydania
- 2009
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere
- Język
- włoski
- Autorzy
- Klaus Werner Lobo
- Wydawca
- Newton Compton
- Rok wydania
- 2009
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 281
- ISBN10
- 8854115169
- ISBN13
- 9788854115163
- Seria
- Tagi
- Biznes, Literatura niemiecka, Polityka, Fikcja wojenna, Wojny, Tematy ekologiczne, Prezenty dla dziadka, Walt Disney, Bieda, Kłamstwa, Oszustwa, Globalizacja, Prawa człowieka, Korupcja, Kapitalizm, Sprawiedliwość, Informacje, Kolonializm, Niewolnictwo, Chciwość, Bezrobocie, Microsoft, Ropa, Praca dzieci
- Oryginalna nazwa
- Das neue Schwarzbuch Markenfirmen
- Ocena
- 4,05 z 5
- Opis
- H&M, Nokia, Coca-Cola, McDonald's, Adidas: nei nostri centri commerciali troviamo scintillanti marche a prezzi competitivi. E il nostro sabato pomeriggio di shopping a prezzi modici ci rende felici: ci sentiamo liberi, realizzati, alla moda, perfettamente inseriti nella società. Peccato però che quel telefonino e quel paio di scarpe che portiamo allegramente in giro siano il frutto del lavoro duro e sottopagato di donne e bambini del Terzo Mondo, per quali produrre scarpe in condizioni disumane per il lontano mondo ricco rappresenta l'unica possibilità di sopravvivenza. È un panorama che ci è familiare, e che ormai non ci sembra altro che la normalità. Lo strapotere del denaro e la corsa al successo sono entrati in pieno nel nostro stile di vita: chi ha avuto la sfortuna di nascere in un paese povero rimane automaticamente relegato in un'esistenza ai margini, senza alcuna possibilità di riscatto. Ma davvero è tutto così "normale"? Esiste un modo per dire basta alle multinazionali che ignorano i diritti umani e distruggono l'ambiente nella corsa inarrestabile verso il profitto, approfittando delle nostre velleità di essere sempre al passo, sempre vincenti?


