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Celebre per il seminario clandestino nel quale, durante il governo degli ayatollah, insegnava alle sue migliori allieve dell'Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, ci parla del valore inestimabile della letteratura «in una società che sembra concedere tutte le libertà»: anche qui, infatti, ha bisogno di essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, quale vero antidoto alla «pigrizia dell’intelletto». L'interpretazione di tre classici – Huckleberry Finn, Babbitt e Il cuore è un cacciatore solitario – intessuta, come in Leggere Lolita a Teheran, di frammenti autobiografici, trasmette così una visione della letteratura come rifugio e al tempo stesso come mezzo di eversione pubblica e privata. E come sogno: un sogno condiviso, nella Repubblica dell'immaginazione, da quei lettori che non conoscono frontiere o libri proibiti e che sanno apprezzare le parole di Francis Scott Fitzgerald: «Spingi la sedia sull’orlo del precipizio e ti racconterò una storia»
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La repubblica dell'immaginazione, Azar Nafisi
- Język
- Rok wydania
- 2015
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- La repubblica dell'immaginazione
- Język
- włoski
- Autorzy
- Azar Nafisi
- Wydawca
- Adelphi
- Rok wydania
- 2015
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 288
- ISBN10
- 8845930068
- ISBN13
- 9788845930065
- Seria
- Kategorie
- Tagi
- Krytyka literacka, O książkach, Iran
- Ocena
- 3,75 z 5
- Opis
- Celebre per il seminario clandestino nel quale, durante il governo degli ayatollah, insegnava alle sue migliori allieve dell'Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, ci parla del valore inestimabile della letteratura «in una società che sembra concedere tutte le libertà»: anche qui, infatti, ha bisogno di essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, quale vero antidoto alla «pigrizia dell’intelletto». L'interpretazione di tre classici – Huckleberry Finn, Babbitt e Il cuore è un cacciatore solitario – intessuta, come in Leggere Lolita a Teheran, di frammenti autobiografici, trasmette così una visione della letteratura come rifugio e al tempo stesso come mezzo di eversione pubblica e privata. E come sogno: un sogno condiviso, nella Repubblica dell'immaginazione, da quei lettori che non conoscono frontiere o libri proibiti e che sanno apprezzare le parole di Francis Scott Fitzgerald: «Spingi la sedia sull’orlo del precipizio e ti racconterò una storia»


