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In questa nuova raccolta di scritti, Susanna Tamaro si muove tra i poli opposti e complementari della parola e del silenzio: la parola portatrice e rivelatrice di senso, il silenzio come luogo di meditazione e di pace. Ma da tropo tempo la parola, che con il talento di progettare è ciò che distingue il genere umano, non sa più radicare né trovare verità e fondamento. Così l’umanità, dilaniata da agghiaccianti fanatismi e dalla confusione spirituale, vive immersa nel frastuono e nelle chiacchiere. Il silenzio è morto. Come possiamo cogliere il mistero, lo splendore della vita se non riusciamo a insegnare ai giovani che il frastuono impedisce un vero dialogo? se percepiamo una sola dimensione, quella della materia? se non sappiamo rinunciare alla sicurezza degli oggetti? E che significato può avere il nostro tempo, una volta privato della trascendenza? Con un linguaggio piano ma appassionato, ora indignato ora malinconico ora fantastico, l’autrice incalza il lettore, lo costringe a riflettere, lo fa consapevole che il “seme dell’inquietudine ferisce il nostro cuore”; ma solo quel seme può germogliare e spingerci al cammino.
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Ogni parola è un seme, Susanna Tamaro
- Język
- Rok wydania
- 2005
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Ogni parola è un seme
- Język
- włoski
- Autorzy
- Susanna Tamaro
- Wydawca
- Rizzoli
- Rok wydania
- 2005
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 113
- ISBN10
- 8817006521
- ISBN13
- 9788817006521
- Seria
- Tagi
- Ocena
- 3,45 z 5
- Opis
- In questa nuova raccolta di scritti, Susanna Tamaro si muove tra i poli opposti e complementari della parola e del silenzio: la parola portatrice e rivelatrice di senso, il silenzio come luogo di meditazione e di pace. Ma da tropo tempo la parola, che con il talento di progettare è ciò che distingue il genere umano, non sa più radicare né trovare verità e fondamento. Così l’umanità, dilaniata da agghiaccianti fanatismi e dalla confusione spirituale, vive immersa nel frastuono e nelle chiacchiere. Il silenzio è morto. Come possiamo cogliere il mistero, lo splendore della vita se non riusciamo a insegnare ai giovani che il frastuono impedisce un vero dialogo? se percepiamo una sola dimensione, quella della materia? se non sappiamo rinunciare alla sicurezza degli oggetti? E che significato può avere il nostro tempo, una volta privato della trascendenza? Con un linguaggio piano ma appassionato, ora indignato ora malinconico ora fantastico, l’autrice incalza il lettore, lo costringe a riflettere, lo fa consapevole che il “seme dell’inquietudine ferisce il nostro cuore”; ma solo quel seme può germogliare e spingerci al cammino.


