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Breve storia dell'infinito

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«C’è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l’Etica; parlo dell’Infinito», scrive J.L. Borges, introducendo un viaggio attraverso la storia dell'infinito, dalla Grecia antica alla crisi dei fondamenti del pensiero scientifico. L'ápeiron, il «senza limiti», emerge con Anassimandro, ma l'infinito greco, considerato un principio «divino, immortale e indistruttibile», viene trattato con cautela. Si sviluppa così un infinito potenziale, concepito nella negazione e privazione. La contesa tra finito e infinito diventa una lotta tra l'Uno e il Molteplice, con il numero come punto di mediazione. La storia dell'infinito si intreccia con cambiamenti radicali nella concezione della realtà. Dalla cautela greca, l'infinito attuale diventa centrale, culminando nei tentativi di Leibniz, Bolzano e Cantor di rappresentarlo concretamente. Tuttavia, con la teoria del transfinito di Cantor, emergono paradossi che mettono in crisi i fondamenti della scienza, generando scoperte epistemologiche significative. Zellini narra queste vicende con rigore e duttilità, intrecciando l'evoluzione della nozione matematica di infinito con speculazioni mitiche, teologiche e letterarie. Attraverso le opere di grandi pensatori, il lettore esplora la scoperta dei numeri irrazionali, le teorizzazioni medievali, le innovazioni di Cartesio e Leibniz, fino alle suggestioni contemporanee dell’«infinito aperto», gui

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Breve storia dell'infinito, Paolo Zellini

Język
Rok wydania
2021
Oprawa
(miękka)
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Dobra
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Tytuł
Breve storia dell'infinito
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
2021
Oprawa
miękka
Liczba stron
265
ISBN13
9788845935534
Seria
Ocena
3,5 z 5
Opis
«C’è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l’Etica; parlo dell’Infinito», scrive J.L. Borges, introducendo un viaggio attraverso la storia dell'infinito, dalla Grecia antica alla crisi dei fondamenti del pensiero scientifico. L'ápeiron, il «senza limiti», emerge con Anassimandro, ma l'infinito greco, considerato un principio «divino, immortale e indistruttibile», viene trattato con cautela. Si sviluppa così un infinito potenziale, concepito nella negazione e privazione. La contesa tra finito e infinito diventa una lotta tra l'Uno e il Molteplice, con il numero come punto di mediazione. La storia dell'infinito si intreccia con cambiamenti radicali nella concezione della realtà. Dalla cautela greca, l'infinito attuale diventa centrale, culminando nei tentativi di Leibniz, Bolzano e Cantor di rappresentarlo concretamente. Tuttavia, con la teoria del transfinito di Cantor, emergono paradossi che mettono in crisi i fondamenti della scienza, generando scoperte epistemologiche significative. Zellini narra queste vicende con rigore e duttilità, intrecciando l'evoluzione della nozione matematica di infinito con speculazioni mitiche, teologiche e letterarie. Attraverso le opere di grandi pensatori, il lettore esplora la scoperta dei numeri irrazionali, le teorizzazioni medievali, le innovazioni di Cartesio e Leibniz, fino alle suggestioni contemporanee dell’«infinito aperto», gui