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Novecento. Il secolo degli intellettuali e della politica

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Entrambi, io e Judt, sapevamo che il XX secolo poteva essere capito appieno solo da coloro che sono diventati storici perché hanno vissuto quel secolo e condiviso le sue passioni fondamentali: cioè la convinzione che la politica sia stata la chiave di volta sia delle nostre verità che dei nostri miti. Eric J. Hobsbawm Un bellissimo viaggio dentro il Novecento. Un libro originale come il suo autore, storico tra i più brillanti e riconosciuti, mai acquietato fino in fondo. Ebreo ma estraneo a quella comunità. Per un periodo sionista ma poi critico del sogno realizzato. Marxista riluttante e poi liberale dissidente. Professore blasonato ma anche studioso ribelle. L'indole da irregolare attraversa anche le conversazioni di Novecento. Come a dirci che solo un'inquieta estraneità permette uno sguardo più libero sul secolo breve. (Simonetta Fiori, "la Repubblica").

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Novecento. Il secolo degli intellettuali e della politica, Tony Judt, Timothy Snyder

Język
Rok wydania
2014
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Novecento. Il secolo degli intellettuali e della politica
Język
włoski
Rok wydania
2014
Oprawa
miękka
Liczba stron
413
ISBN10
8858111362
ISBN13
9788858111369
Seria
Ocena
4,6 z 5
Opis
Entrambi, io e Judt, sapevamo che il XX secolo poteva essere capito appieno solo da coloro che sono diventati storici perché hanno vissuto quel secolo e condiviso le sue passioni fondamentali: cioè la convinzione che la politica sia stata la chiave di volta sia delle nostre verità che dei nostri miti. Eric J. Hobsbawm Un bellissimo viaggio dentro il Novecento. Un libro originale come il suo autore, storico tra i più brillanti e riconosciuti, mai acquietato fino in fondo. Ebreo ma estraneo a quella comunità. Per un periodo sionista ma poi critico del sogno realizzato. Marxista riluttante e poi liberale dissidente. Professore blasonato ma anche studioso ribelle. L'indole da irregolare attraversa anche le conversazioni di Novecento. Come a dirci che solo un'inquieta estraneità permette uno sguardo più libero sul secolo breve. (Simonetta Fiori, "la Repubblica").