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Lucy

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Viene da un’isola delle Antille che per i turisti è il fondale di una vacanza da sogno, ma per lei – che già da bambina rifiutava di intonare Rule, Britannia! – è una colonia ostaggio del sole e della siccità, una prigione insopportabile. Per spezzare le catene, e insieme per sbarazzarsi dell’amore terribile della madre e della crudele indifferenza del padre, Lucy sbarca in un’altra isola, Manhattan. L’illuminata benevolenza della famiglia che l’ha accolta come ragazza au pair non fa tuttavia che acuire nostalgia e furore: alla trionfante generosità di chi ha solo certezze, Lucy non può che opporre un’astiosa impudenza. Non le sfugge, del resto, che l’atmosfera di armoniosa perfezione che avvolge Mariah, Lewis e le loro quattro bambine bionde è uno show, e occulta crepe minacciose – i segni della rovina imminente. Anche nell’opulenta New York, proprio come ad Antigua, attorno a una tavola apparecchiata può regnare la desolazione. Nulla, nell’arco di un breve anno, rimarrà intatto: nel cieco progressismo di chi la ospita e dovrà confrontarsi con lo specchio deformante dei margini del mondo ma soprattutto in Lucy. Insofferente dei dominati come dei dominatori, senza più punti di riferimento, proverà al pari di Gauguin – il pittore che ha scoperto in un museo e subito amato – a inventarsi affidandosi all’intuizione, e a riscattare l’oltraggio della sua origine.

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Lucy, Jamaica Kincaid

Język
Rok wydania
2008
Oprawa
(miękka)
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3,8
Bardzo dobra
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Tytuł
Lucy
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
2008
Oprawa
miękka
Liczba stron
153
ISBN10
8845923061
ISBN13
9788845923067
Seria
Kategorie
Oryginalna nazwa
Lucy
Ocena
3,8 z 5
Opis
Viene da un’isola delle Antille che per i turisti è il fondale di una vacanza da sogno, ma per lei – che già da bambina rifiutava di intonare Rule, Britannia! – è una colonia ostaggio del sole e della siccità, una prigione insopportabile. Per spezzare le catene, e insieme per sbarazzarsi dell’amore terribile della madre e della crudele indifferenza del padre, Lucy sbarca in un’altra isola, Manhattan. L’illuminata benevolenza della famiglia che l’ha accolta come ragazza au pair non fa tuttavia che acuire nostalgia e furore: alla trionfante generosità di chi ha solo certezze, Lucy non può che opporre un’astiosa impudenza. Non le sfugge, del resto, che l’atmosfera di armoniosa perfezione che avvolge Mariah, Lewis e le loro quattro bambine bionde è uno show, e occulta crepe minacciose – i segni della rovina imminente. Anche nell’opulenta New York, proprio come ad Antigua, attorno a una tavola apparecchiata può regnare la desolazione. Nulla, nell’arco di un breve anno, rimarrà intatto: nel cieco progressismo di chi la ospita e dovrà confrontarsi con lo specchio deformante dei margini del mondo ma soprattutto in Lucy. Insofferente dei dominati come dei dominatori, senza più punti di riferimento, proverà al pari di Gauguin – il pittore che ha scoperto in un museo e subito amato – a inventarsi affidandosi all’intuizione, e a riscattare l’oltraggio della sua origine.