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La critica romantica ha classificato Cecco Angiolieri nella prediletta schiera dei 'poètas maudits', come un predecessore di Villon, diviso tra i vizi di un'esistenza dissoluta e la consapevolezza della propria abiezione, che lo sprofonda in una tetra malinconia. La valutazione critica di questo poeta oggi è sensibilmente cambiata: il canzoniere di Cecco (tra i più cospicui che ci siano pervenuti, anche se molti sonetti sono certamente spurii) è una creazione tutta letteraria, che s'inserisce nella tradizione della poesia realistico-giocosa medievale e si appropria di moduli già codificati, come l''improperium' e il 'vituperium', e spavaldamente amplificati per diletto e sollazzo di un pubblico tutt'altro che scelto. Non si tratta quindi di poesia spontanea e popolare, bensì dell'attenta applicazione di una tecnica letteraria, che riveste anche un preciso intento polemico contro lo stilnovismo. Alle eteree virtù esaltate dagli stilnovisti, Cecco contrappone i robusti vizi dei suoi personaggi borghesi; alle angelicate Beatrici fa da riscontro Becchina, femmina salace e dispettosa che fa disperare il poeta in una serie di vivacissimi dialoghi, dal netto impianto teatrale.
Zakup książki
Rime, Cecco Angiolieri, Gigi Cavalli
- Język
- Rok wydania
- 1975
- Oprawa
- (miękka),
- Stan książki
- Bardzo dobry
- Cena
- 14,08 zł
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- Tytuł
- Rime
- Język
- włoski
- Autorzy
- Cecco Angiolieri, Gigi Cavalli
- Wydawca
- BUR
- Rok wydania
- 1975
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 165
- ISBN10
- 8817120170
- ISBN13
- 9788817120173
- Seria
- Opis
- La critica romantica ha classificato Cecco Angiolieri nella prediletta schiera dei 'poètas maudits', come un predecessore di Villon, diviso tra i vizi di un'esistenza dissoluta e la consapevolezza della propria abiezione, che lo sprofonda in una tetra malinconia. La valutazione critica di questo poeta oggi è sensibilmente cambiata: il canzoniere di Cecco (tra i più cospicui che ci siano pervenuti, anche se molti sonetti sono certamente spurii) è una creazione tutta letteraria, che s'inserisce nella tradizione della poesia realistico-giocosa medievale e si appropria di moduli già codificati, come l''improperium' e il 'vituperium', e spavaldamente amplificati per diletto e sollazzo di un pubblico tutt'altro che scelto. Non si tratta quindi di poesia spontanea e popolare, bensì dell'attenta applicazione di una tecnica letteraria, che riveste anche un preciso intento polemico contro lo stilnovismo. Alle eteree virtù esaltate dagli stilnovisti, Cecco contrappone i robusti vizi dei suoi personaggi borghesi; alle angelicate Beatrici fa da riscontro Becchina, femmina salace e dispettosa che fa disperare il poeta in una serie di vivacissimi dialoghi, dal netto impianto teatrale.




