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Saggistica TEA: Il matematico impertinente

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Impertinente, in senso letterale, è chi "non appartiene", ad esempio a una politica o a una religione, e non appartenendo, suscita i risentimenti e le stizze di coloro che, appartenendo, lo tacciano di arroganza o insolenza. Il matematico impertinente è una specie del genere, caratterizzata dal fatto di non appartenere non per partito preso ma per motivi mutuati dalla più pura razionalità esistente: quella matematica. E l'incarnazione del matematico impertinente è Piergiorgio Odifreddi che nei saggi raccolti in questo volume -su politica, religione, letteratura, filosofia e scienza - dispiega l'arsenale della ragione per argomentare che non è affatto vero che non possiamo non dirci cristiani, o che siamo tutti americani, o che la cultura è solo quellamitologica e (pseudo) filosofica sulla quale vive l'informazione. Ed è invece vero che non possiamo non dirci tecnologici, che siamo tutti africani, e che la cultura è anche (o soprattutto?) quella matematica e scientifica cheinforma la vita

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Saggistica TEA: Il matematico impertinente, Piergiorgio Odifreddi

Język
Rok wydania
2007
Oprawa
(miękka)
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Dobra
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Tytuł
Saggistica TEA: Il matematico impertinente
Język
włoski
Wydawca
TEA
Rok wydania
2007
Oprawa
miękka
Liczba stron
347
ISBN10
8850214545
ISBN13
9788850214549
Seria
Ocena
3,3 z 5
Opis
Impertinente, in senso letterale, è chi "non appartiene", ad esempio a una politica o a una religione, e non appartenendo, suscita i risentimenti e le stizze di coloro che, appartenendo, lo tacciano di arroganza o insolenza. Il matematico impertinente è una specie del genere, caratterizzata dal fatto di non appartenere non per partito preso ma per motivi mutuati dalla più pura razionalità esistente: quella matematica. E l'incarnazione del matematico impertinente è Piergiorgio Odifreddi che nei saggi raccolti in questo volume -su politica, religione, letteratura, filosofia e scienza - dispiega l'arsenale della ragione per argomentare che non è affatto vero che non possiamo non dirci cristiani, o che siamo tutti americani, o che la cultura è solo quellamitologica e (pseudo) filosofica sulla quale vive l'informazione. Ed è invece vero che non possiamo non dirci tecnologici, che siamo tutti africani, e che la cultura è anche (o soprattutto?) quella matematica e scientifica cheinforma la vita