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C'era una volta... cosa c'era una volta? C'era la banana, non il frutto, ma l'acconciatura arrotolata che i bambini subivano e detestavano, considerata imprescindibile dai genitori. Questi, per gustare un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti avrebbero bevuto caffè d'orzo. Per scrivere, non c'erano sms o e-mail; si doveva combattere con i pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro. Si poteva andare dal tabacchino e comprare una sola sigaretta, fumandola dove si voleva, senza divieti, mentre i non fumatori erano malvisti. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando braghe corte anche d'inverno e costumi di lana d'estate. Senza la Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, pioveva... Con nostalgia, poesia e ironia, l'autore osserva oggetti, situazioni ed emozioni di un passato che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme a oggetti come il telefono di bachelite. È un viaggio nella vita di ieri, che si legge come un romanzo, rivelando un'archeologia "vicina" di noi stessi che ci commuove e ci diverte, parlando di come siamo diventati.
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Dizionario delle cose perdute, Francesco Guccini
- Język
- Rok wydania
- 2013
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Dizionario delle cose perdute
- Język
- włoski
- Autorzy
- Francesco Guccini
- Wydawca
- Mondadori
- Rok wydania
- 2013
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 142
- ISBN10
- 8804626062
- ISBN13
- 9788804626060
- Seria
- Ocena
- 3,35 z 5
- Opis
- C'era una volta... cosa c'era una volta? C'era la banana, non il frutto, ma l'acconciatura arrotolata che i bambini subivano e detestavano, considerata imprescindibile dai genitori. Questi, per gustare un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti avrebbero bevuto caffè d'orzo. Per scrivere, non c'erano sms o e-mail; si doveva combattere con i pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro. Si poteva andare dal tabacchino e comprare una sola sigaretta, fumandola dove si voleva, senza divieti, mentre i non fumatori erano malvisti. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando braghe corte anche d'inverno e costumi di lana d'estate. Senza la Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, pioveva... Con nostalgia, poesia e ironia, l'autore osserva oggetti, situazioni ed emozioni di un passato che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme a oggetti come il telefono di bachelite. È un viaggio nella vita di ieri, che si legge come un romanzo, rivelando un'archeologia "vicina" di noi stessi che ci commuove e ci diverte, parlando di come siamo diventati.




