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Il giardino di cemento

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"Non ho mai ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire". Chi racconta è Jack, un ragazzino sporco, foruncoloso, tenuto in disparte dalla famiglia; suo padre è un uomo fragile, irascibile e ossessivo che un giorno decide di costruirsi un giardino roccioso: si mette al lavoro, ma muore, di fronte all'indifferenza di Jack che non chiede aiuto. Julie, sorella maggiore, prime magliette scollate, primi amori tenuti segreti. Sue, due anni meno di Jack, sgraziata, sempre pronta a ritessere i difficili rapporti di famiglia. Tom, un bambinetto vivace, tutto preso dai suoi giochi e dai terrori scolastici. Infine la madre, slavata, sempre affaccendata in cucina oppure sprofondata nel letto di malata. Un balletto di "enfants terribles" che fanno pensare a Cocteau, a Vitrac, eppure sono anche banali, figli di una cattività familiare segnata da un esasperato sadismo.

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Il giardino di cemento, Ian McEwan

Język
Rok wydania
1994
Oprawa
(miękka)
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Bardzo dobra
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Tytuł
Il giardino di cemento
Język
włoski
Autorzy
Ian McEwan
Wydawca
Einaudi
Rok wydania
1994
Oprawa
miękka
ISBN10
8806135597
ISBN13
9788806135591
Seria
Pierwsze wydanie
1978
Oryginalna nazwa
The Cement Garden
Ocena
3,55 z 5
Opis
"Non ho mai ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire". Chi racconta è Jack, un ragazzino sporco, foruncoloso, tenuto in disparte dalla famiglia; suo padre è un uomo fragile, irascibile e ossessivo che un giorno decide di costruirsi un giardino roccioso: si mette al lavoro, ma muore, di fronte all'indifferenza di Jack che non chiede aiuto. Julie, sorella maggiore, prime magliette scollate, primi amori tenuti segreti. Sue, due anni meno di Jack, sgraziata, sempre pronta a ritessere i difficili rapporti di famiglia. Tom, un bambinetto vivace, tutto preso dai suoi giochi e dai terrori scolastici. Infine la madre, slavata, sempre affaccendata in cucina oppure sprofondata nel letto di malata. Un balletto di "enfants terribles" che fanno pensare a Cocteau, a Vitrac, eppure sono anche banali, figli di una cattività familiare segnata da un esasperato sadismo.