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Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri

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Che cosa hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla Cia negli anni Cinquanta? L'idea che sia utile fare tabula rasa per costruire da zero una mente, un tessuto sociale, un'utopia: quella del fondamentalismo capitalista del libero mercato. Solo uno shock — provocato da un cataclisma naturale o dalla violenza intenzionale della guerra, del terrorismo, della tortura – può trasformare il "politicamente impossibile" in "politicamente inevitabile". Sono parole del guru dell'ultraliberismo, Milton Friedman, che i suoi zelanti discepoli hanno messo in pratica con sconcertante abilità. Così, il trauma dell'11 settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e la guerra all'estero; la ricostruzione dopo l'uragano ha cancellato in un attimo le case popolari e le scuole pubbliche di New Orleans; l'onda dello tsunami ha allontanato dalle coste centinaia di migliaia di pescatori, liberando le spiagge per nuovi villaggi turistici. Shock Economy è un agghiacciante e argomentato atto d'accusa contro un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri (a vantaggio di pochi) e ne produce in proprio di ancora peggiori. Come dimostra la tragedia irachena.

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Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri, Naomi Klein, Ilaria Katerinov

Język
Rok wydania
2007
Oprawa
(miękka)
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4,3
Bardzo dobra
1245 Ocena

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Tytuł
Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri
Język
włoski
Wydawca
Rizzoli
Rok wydania
2007
Oprawa
miękka
Liczba stron
609
ISBN10
8817017183
ISBN13
9788817017183
Seria
Pierwsze wydanie
2008
Oryginalna nazwa
The Shock Doctrine
Ocena
4,3 z 5
Opis
Che cosa hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla Cia negli anni Cinquanta? L'idea che sia utile fare tabula rasa per costruire da zero una mente, un tessuto sociale, un'utopia: quella del fondamentalismo capitalista del libero mercato. Solo uno shock — provocato da un cataclisma naturale o dalla violenza intenzionale della guerra, del terrorismo, della tortura – può trasformare il "politicamente impossibile" in "politicamente inevitabile". Sono parole del guru dell'ultraliberismo, Milton Friedman, che i suoi zelanti discepoli hanno messo in pratica con sconcertante abilità. Così, il trauma dell'11 settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e la guerra all'estero; la ricostruzione dopo l'uragano ha cancellato in un attimo le case popolari e le scuole pubbliche di New Orleans; l'onda dello tsunami ha allontanato dalle coste centinaia di migliaia di pescatori, liberando le spiagge per nuovi villaggi turistici. Shock Economy è un agghiacciante e argomentato atto d'accusa contro un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri (a vantaggio di pochi) e ne produce in proprio di ancora peggiori. Come dimostra la tragedia irachena.