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L'infinito viaggiare

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Dalla Prefazione dell'autore: Vivere, viaggiare, scrivere. La narrativa più autentica oggi racconta non solo attraverso l'invenzione, ma anche attraverso la diretta esperienza dei fatti e delle trasformazioni che rendono difficile cogliere il mondo nella sua totalità. Come osserva Kapuscinski, il poeta, come un reporter nel caos, riesce a catturare solo frammenti della realtà. Il viaggio rappresenta un'espressione fondamentale di quella narrativa "non fiction" teorizzata da Truman Capote. Alcuni luoghi affascinano per la loro diversità, altri incantano per la loro familiarità, quasi come un luogo natio. Conoscere è spesso un riconoscere, l'emergere di qualcosa di ignoto ma accolto come proprio. Per vedere un luogo, è necessario rivederlo; il noto e il familiare, continuamente riscoperti, sono la premessa dell'incontro e dell'avventura. Le esperienze più intense, come conversazioni con amici o momenti d'amore, si intensificano nel tempo. Questo vale anche per i luoghi: il viaggio più affascinante è un ritorno, un'odissea, e i microcosmi quotidiani che attraversiamo da anni rappresentano una sfida ulissiana. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede l'alfiere al marchese. "Per ritornare," risponde l'altro.

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L'infinito viaggiare, Claudio Magris

Język
Rok wydania
2006
Oprawa
(miękka),
Stan książki
Dobry
Cena
14,08 zł

Metody płatności

3,6
Bardzo dobra
34 Ocena

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Tytuł
L'infinito viaggiare
Język
włoski
Wydawca
Mondadori
Rok wydania
2006
Oprawa
miękka
Liczba stron
248
ISBN10
8804561912
ISBN13
9788804561910
Seria
Ocena
3,6 z 5
Opis
Dalla Prefazione dell'autore: Vivere, viaggiare, scrivere. La narrativa più autentica oggi racconta non solo attraverso l'invenzione, ma anche attraverso la diretta esperienza dei fatti e delle trasformazioni che rendono difficile cogliere il mondo nella sua totalità. Come osserva Kapuscinski, il poeta, come un reporter nel caos, riesce a catturare solo frammenti della realtà. Il viaggio rappresenta un'espressione fondamentale di quella narrativa "non fiction" teorizzata da Truman Capote. Alcuni luoghi affascinano per la loro diversità, altri incantano per la loro familiarità, quasi come un luogo natio. Conoscere è spesso un riconoscere, l'emergere di qualcosa di ignoto ma accolto come proprio. Per vedere un luogo, è necessario rivederlo; il noto e il familiare, continuamente riscoperti, sono la premessa dell'incontro e dell'avventura. Le esperienze più intense, come conversazioni con amici o momenti d'amore, si intensificano nel tempo. Questo vale anche per i luoghi: il viaggio più affascinante è un ritorno, un'odissea, e i microcosmi quotidiani che attraversiamo da anni rappresentano una sfida ulissiana. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede l'alfiere al marchese. "Per ritornare," risponde l'altro.