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Pubblicato postumo nel 1963 e per la prima volta tradotto in italiano, questo racconto è considerato una conclusione trionfale dell'opera dell'autrice, facilmente inseribile tra i racconti perfetti di ogni tempo. Riprendendo gesti e scenari del suo primo libro, l'autrice narra la storia della bella vergine guerriera Ehrengard e del demoniaco pittore Cazotte, il quale cerca di sedurla senza mai toccarla, facendola arrossire di complicità, secondo la sua perversione artistica. Intorno a loro si sviluppa una complessa trama dinastica in un regno da operetta. Il tema della seduzione e dell'estetico si intreccia con quello mitologico del "bagno di Diana". L'autrice, con ironia e profondità metafisica, rovescia i termini della seduzione, rivelando l'inganno del seduttore e la sorpresa finale, simile a quella di un prestigiatore. Questa sorpresa rappresenta il segreto del racconto: un imprevisto rossore, un Alpenglühen, che simboleggia l'insolito irradiarsi di luce sulle cime montuose al tramonto. Scritto in una prodigiosa estate di San Martino, alla soglia della morte, questo racconto può essere visto come l'ultimo splendore della sua opera.

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Ehrengard, Karen Blixen, Adriana Motti

Język
Rok wydania
1979
Oprawa
(miękka)
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3,6
Bardzo dobra
82 Ocena

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Tytuł
Ehrengard
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
1979
Oprawa
miękka
Liczba stron
100
ISBN10
8845903893
ISBN13
9788845903892
Seria
Oryginalna nazwa
Ehrengard
Ocena
3,55 z 5
Opis
Pubblicato postumo nel 1963 e per la prima volta tradotto in italiano, questo racconto è considerato una conclusione trionfale dell'opera dell'autrice, facilmente inseribile tra i racconti perfetti di ogni tempo. Riprendendo gesti e scenari del suo primo libro, l'autrice narra la storia della bella vergine guerriera Ehrengard e del demoniaco pittore Cazotte, il quale cerca di sedurla senza mai toccarla, facendola arrossire di complicità, secondo la sua perversione artistica. Intorno a loro si sviluppa una complessa trama dinastica in un regno da operetta. Il tema della seduzione e dell'estetico si intreccia con quello mitologico del "bagno di Diana". L'autrice, con ironia e profondità metafisica, rovescia i termini della seduzione, rivelando l'inganno del seduttore e la sorpresa finale, simile a quella di un prestigiatore. Questa sorpresa rappresenta il segreto del racconto: un imprevisto rossore, un Alpenglühen, che simboleggia l'insolito irradiarsi di luce sulle cime montuose al tramonto. Scritto in una prodigiosa estate di San Martino, alla soglia della morte, questo racconto può essere visto come l'ultimo splendore della sua opera.