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Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Ma questo paesino è Hay-on-Wye, la «Mecca dei bibliofili», con una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti e un famoso Festival della Letteratura. Il protagonista è Paul Collins, instancabile cacciatore di libri perduti, ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay. Collins si dedica per sei mesi alla sua passione: frugare tra cataste di libri effimeri e tramandarne le storie. Incontra collezioni di riviste obsolete, memorie apocrife e anonime, autori che scrivono dall’aldilà e prime edizioni «grigie e pesanti come tombini». Mentre cerca casa, sognando di stabilirsi in un grande «pub sconsacrato» del Seicento, il Sixpence House, riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord. Oltre a essere una incantevole tranche de vie, il racconto è una meditazione sul valore dei libri nel tempo e sulla volubile incuranza del passato, «l’unico Paese dove è ancora permesso dileggiare gli indigeni».
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Al paese dei libri, Paul Collins, Roberto Serrai
- Język
- Rok wydania
- 2010
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Al paese dei libri
- Język
- włoski
- Autorzy
- Paul Collins, Roberto Serrai
- Wydawca
- Adelphi
- Rok wydania
- 2010
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 216
- ISBN10
- 8845924882
- ISBN13
- 9788845924880
- Seria
- Kategorie
- Ocena
- 3,6 z 5
- Opis
- Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Ma questo paesino è Hay-on-Wye, la «Mecca dei bibliofili», con una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti e un famoso Festival della Letteratura. Il protagonista è Paul Collins, instancabile cacciatore di libri perduti, ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay. Collins si dedica per sei mesi alla sua passione: frugare tra cataste di libri effimeri e tramandarne le storie. Incontra collezioni di riviste obsolete, memorie apocrife e anonime, autori che scrivono dall’aldilà e prime edizioni «grigie e pesanti come tombini». Mentre cerca casa, sognando di stabilirsi in un grande «pub sconsacrato» del Seicento, il Sixpence House, riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord. Oltre a essere una incantevole tranche de vie, il racconto è una meditazione sul valore dei libri nel tempo e sulla volubile incuranza del passato, «l’unico Paese dove è ancora permesso dileggiare gli indigeni».


