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Quaranta frustate

La mia ribellione alla legge degli uomini

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È un giorno di luglio quando Lubna, una giovane giornalista di Khartoum, viene arrestata dalla polizia in un ristorante. Il suo crimine è aver osato portare i pantaloni, un atto che in Sudan, terra della sharia, è considerato oltraggio alla “moralità pubblica” e come tale va punito con quaranta frustate. Lubna e altre quindici donne, colpevoli dello stesso reato, vengono caricate su una camionetta, picchiate, portate in prigione. È un castigo che ogni anno viene inflitto a migliaia di donne, che subiscono in silenzio. Per vergogna. Ma Lubna non ha nessuna intenzione di tacere. «Possono anche darmi 40.000 frustate, ma non starò zitta». Non ha paura di sfidare apertamente l’assurda legge degli uomini. Nata nella città dove il Nilo Bianco e Azzurro si congiungono, orgogliosa del suo faticoso e quotidiano percorso di emancipazione, ci conduce con il suo cuore di donna nel cuore nero di quello che è diventato negli ultimi decenni uno dei paesi più integralisti e misogini di tutto il mondo arabo-islamico, un paese in cui basta rientrare tardi dal negozio di alimentari per essere marchiata come “prostituta”, e la parola di quattro uomini per venire condannata alla lapidazione.

Zakup książki

Quaranta frustate, Lubna Ahmad Al-Hussein, Kareh Tager Djenane, Franca Genta Bonelli

Język
Rok wydania
2011
Oprawa
(miękka)
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3,6
Bardzo dobra
14 Ocena

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Tytuł
Quaranta frustate
Podtytuł
La mia ribellione alla legge degli uomini
Język
włoski
Rok wydania
2011
Oprawa
miękka
Liczba stron
191
ISBN10
8856616440
ISBN13
9788856616446
Seria
Ocena
3,55 z 5
Opis
È un giorno di luglio quando Lubna, una giovane giornalista di Khartoum, viene arrestata dalla polizia in un ristorante. Il suo crimine è aver osato portare i pantaloni, un atto che in Sudan, terra della sharia, è considerato oltraggio alla “moralità pubblica” e come tale va punito con quaranta frustate. Lubna e altre quindici donne, colpevoli dello stesso reato, vengono caricate su una camionetta, picchiate, portate in prigione. È un castigo che ogni anno viene inflitto a migliaia di donne, che subiscono in silenzio. Per vergogna. Ma Lubna non ha nessuna intenzione di tacere. «Possono anche darmi 40.000 frustate, ma non starò zitta». Non ha paura di sfidare apertamente l’assurda legge degli uomini. Nata nella città dove il Nilo Bianco e Azzurro si congiungono, orgogliosa del suo faticoso e quotidiano percorso di emancipazione, ci conduce con il suo cuore di donna nel cuore nero di quello che è diventato negli ultimi decenni uno dei paesi più integralisti e misogini di tutto il mondo arabo-islamico, un paese in cui basta rientrare tardi dal negozio di alimentari per essere marchiata come “prostituta”, e la parola di quattro uomini per venire condannata alla lapidazione.