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La Biblioteca di Repubblica - 87: Il ladro e i cani

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  • 158 stron
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Dopo quattro anni di carcere, Mahran ritrova la libertà, ma è consumato dal desiderio di vendetta contro coloro che hanno causato il suo arresto, sottraendogli beni, moglie e figlia. Le parole del suo vecchio maestro spirituale non hanno più significato, e gli amici di un tempo lo deludono. Incontra enormi difficoltà nel reinserirsi nella società come ex carcerato, convincendosi che l'unico scopo della sua vita sia la vendetta, a cui si dedica con meticolosità. Tuttavia, le sue azioni non vanno come previsto: invece di colpire i traditori, uccide due innocenti e, infine, si arrende alla polizia dopo un’inefficace resistenza. Pubblicato nel 1961, questo romanzo breve è considerato il più “europeo” dell’autore egiziano, affrontando il tema dell'identità negata e precaria, colpita da una realtà insensibile. Gli ampi squarci metafisici del testo evidenziano l’angosciata solitudine dell’individuo e la sua impossibilità di comprendere il senso del proprio “esserci”. La società e la Storia appaiono come macchine indifferenti al destino degli uomini, creando una condizione di oscurità, espressa attraverso una scrittura tragica, asciutta e trasparente.

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La Biblioteca di Repubblica - 87: Il ladro e i cani, Nagib Machfus, Valentina Colombo

Język
Rok wydania
2002
Oprawa
(twarda)
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Tytuł
La Biblioteca di Repubblica - 87: Il ladro e i cani
Język
włoski
Rok wydania
2002
Oprawa
twarda
Liczba stron
158
ISBN10
8496200671
ISBN13
9788496200678
Seria
Kategorie
Oryginalna nazwa
al- Liṣṣ waʾl-kilāb
Ocena
3,65 z 5
Opis
Dopo quattro anni di carcere, Mahran ritrova la libertà, ma è consumato dal desiderio di vendetta contro coloro che hanno causato il suo arresto, sottraendogli beni, moglie e figlia. Le parole del suo vecchio maestro spirituale non hanno più significato, e gli amici di un tempo lo deludono. Incontra enormi difficoltà nel reinserirsi nella società come ex carcerato, convincendosi che l'unico scopo della sua vita sia la vendetta, a cui si dedica con meticolosità. Tuttavia, le sue azioni non vanno come previsto: invece di colpire i traditori, uccide due innocenti e, infine, si arrende alla polizia dopo un’inefficace resistenza. Pubblicato nel 1961, questo romanzo breve è considerato il più “europeo” dell’autore egiziano, affrontando il tema dell'identità negata e precaria, colpita da una realtà insensibile. Gli ampi squarci metafisici del testo evidenziano l’angosciata solitudine dell’individuo e la sua impossibilità di comprendere il senso del proprio “esserci”. La società e la Storia appaiono come macchine indifferenti al destino degli uomini, creando una condizione di oscurità, espressa attraverso una scrittura tragica, asciutta e trasparente.