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Il Natale può essere festeggiato in molti modi, ma Benedikt ha il suo: ogni anno, la prima domenica d’Avvento, parte per salvare le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali. Nessuno osa affrontare il buio e il freddo dell’inverno islandese per accompagnarlo, tranne i suoi due amici più fedeli, il cane Leó e il montone Roccia. Inizia così il viaggio dell'inseparabile terzetto, la «santa trinità», attraverso un immenso deserto bianco, affrontando la tormenta che morde e inghiotte il mondo, cancellando ogni certezza. Qui, Benedikt si sente a casa, tra i monti dove ha sepolto i suoi sogni e la paura della vita e della morte. In questa solitudine, che è la condizione stessa dell’esistenza, affronta il suo compito con determinazione, cercando di riconquistare un senso alla dimensione umana. Con la sua semplicità evocativa, il racconto diventa una parabola universale, un gioiello poetico che esplora i valori essenziali dell’uomo e celebra la comunione tra tutti gli esseri viventi. Per la prima volta in Italia, un classico della letteratura nordica che ha ispirato anche Hemingway e che in Islanda è considerato il vero canto di Natale.

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Il pastore d'Islanda, Maria Valeria D'Avino, Gunnarsson Gunnar, Jón Kalman Stefánsson

Język
Rok wydania
2016
Oprawa
(miękka)
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3,8
Bardzo dobra
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Tytuł
Il pastore d'Islanda
Język
włoski
Wydawca
Iperborea
Rok wydania
2016
Oprawa
miękka
Liczba stron
140
ISBN10
8870914720
ISBN13
9788870914726
Seria
Kategorie
Pierwsze wydanie
1937
Oryginalna nazwa
Advent
Ocena
3,75 z 5
Opis
Il Natale può essere festeggiato in molti modi, ma Benedikt ha il suo: ogni anno, la prima domenica d’Avvento, parte per salvare le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali. Nessuno osa affrontare il buio e il freddo dell’inverno islandese per accompagnarlo, tranne i suoi due amici più fedeli, il cane Leó e il montone Roccia. Inizia così il viaggio dell'inseparabile terzetto, la «santa trinità», attraverso un immenso deserto bianco, affrontando la tormenta che morde e inghiotte il mondo, cancellando ogni certezza. Qui, Benedikt si sente a casa, tra i monti dove ha sepolto i suoi sogni e la paura della vita e della morte. In questa solitudine, che è la condizione stessa dell’esistenza, affronta il suo compito con determinazione, cercando di riconquistare un senso alla dimensione umana. Con la sua semplicità evocativa, il racconto diventa una parabola universale, un gioiello poetico che esplora i valori essenziali dell’uomo e celebra la comunione tra tutti gli esseri viventi. Per la prima volta in Italia, un classico della letteratura nordica che ha ispirato anche Hemingway e che in Islanda è considerato il vero canto di Natale.