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Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza

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Per i lettori che amano Bruce Chatwin, questo libro diventa un breviario; per chi lo conosce meno, è un'introduzione alle sue esperienze e idee, un viaggio alla scoperta di Chatwin. In alcune parti, specialmente nelle notizie autobiografiche e nella lettera al suo editore Tom Maschler, Chatwin rivela il fondo della sua inquietudine di migrante, devoto all'«alternativa nomade». Ma perché il nomadismo è un'alternativa alla civiltà? Le risposte emergono attraverso scritti che coprono vent'anni della sua vita, dal 1968 al 1987, riflettendo le sue varie incarnazioni: esperto d’arte, giornalista, esploratore e narratore. Il libro include racconti brevi, storie di viaggio (dalla Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri) e ritratti di figure come Konrad Lorenz e Curzio Malaparte. Inoltre, presenta abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo, che Chatwin abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Questo progetto doveva essere un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi». È anche un’autoanalisi per rispondere a una domanda fondamentale: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto?». La pubblicazione avviene in Inghilterra e Italia nel 1996.

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Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza, Bruce Chatwin, Matthew Graves, Jan Borm, Franco Salvatorelli

Język
Rok wydania
1996
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
1996
Oprawa
miękka
Liczba stron
223
ISBN10
8845912205
ISBN13
9788845912207
Seria
Ocena
3,95 z 5
Opis
Per i lettori che amano Bruce Chatwin, questo libro diventa un breviario; per chi lo conosce meno, è un'introduzione alle sue esperienze e idee, un viaggio alla scoperta di Chatwin. In alcune parti, specialmente nelle notizie autobiografiche e nella lettera al suo editore Tom Maschler, Chatwin rivela il fondo della sua inquietudine di migrante, devoto all'«alternativa nomade». Ma perché il nomadismo è un'alternativa alla civiltà? Le risposte emergono attraverso scritti che coprono vent'anni della sua vita, dal 1968 al 1987, riflettendo le sue varie incarnazioni: esperto d’arte, giornalista, esploratore e narratore. Il libro include racconti brevi, storie di viaggio (dalla Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri) e ritratti di figure come Konrad Lorenz e Curzio Malaparte. Inoltre, presenta abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo, che Chatwin abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Questo progetto doveva essere un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi». È anche un’autoanalisi per rispondere a una domanda fondamentale: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto?». La pubblicazione avviene in Inghilterra e Italia nel 1996.