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Piccola biblioteca - 239: L'abbandono alla provvidenza divina

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Se dovessimo indicare il libro occidentale più affine alla sapienza cinese del Tao tê ching o di Chuangtzu, sarebbe questo di Jean-Pierre de Caussade. Qui troviamo una percezione netta di quella corrente nascosta e indomabile chiamata Tao. Per Caussade, chi pratica «l’abbandono alla Provvidenza divina» si lascia sommergere da questa corrente. Jean-Pierre de Caussade, un oscuro gesuita attivo tra il 1730 e il 1740 come direttore spirituale di religiose a Nancy, scrisse parte della sua opera in forma epistolare. Le religiose, basandosi su queste lettere, compilano il trattatello qui presentato, pubblicato per la prima volta nel 1861. Da allora, è diventato un classico della spiritualità cristiana, con una fisionomia unica. Per i lettori contemporanei, spicca la perspicacia psicologica, rendendo queste pagine più utili e vivificanti di molte forme moderne di «cura dell’anima». Caussade, con dolcezza, esprime idee audaci, mostrando una conoscenza dell’anima sorprendente, simile a quella dei grandi moralisti francesi. Solo lui insegna a trovare il «grano di senape» dell’abbandono – la virtù suprema – in ogni luogo e momento, poiché «l’azione divina inonda l’universo, penetra tutte le creature, le sommerge».

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Piccola biblioteca - 239: L'abbandono alla provvidenza divina, Melisenda Calasso, Jean-Pierre de Caussade

Język
Rok wydania
1989
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Piccola biblioteca - 239: L'abbandono alla provvidenza divina
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
1989
Oprawa
miękka
Liczba stron
166
ISBN10
8845907082
ISBN13
9788845907081
Seria
Ocena
4,3 z 5
Opis
Se dovessimo indicare il libro occidentale più affine alla sapienza cinese del Tao tê ching o di Chuangtzu, sarebbe questo di Jean-Pierre de Caussade. Qui troviamo una percezione netta di quella corrente nascosta e indomabile chiamata Tao. Per Caussade, chi pratica «l’abbandono alla Provvidenza divina» si lascia sommergere da questa corrente. Jean-Pierre de Caussade, un oscuro gesuita attivo tra il 1730 e il 1740 come direttore spirituale di religiose a Nancy, scrisse parte della sua opera in forma epistolare. Le religiose, basandosi su queste lettere, compilano il trattatello qui presentato, pubblicato per la prima volta nel 1861. Da allora, è diventato un classico della spiritualità cristiana, con una fisionomia unica. Per i lettori contemporanei, spicca la perspicacia psicologica, rendendo queste pagine più utili e vivificanti di molte forme moderne di «cura dell’anima». Caussade, con dolcezza, esprime idee audaci, mostrando una conoscenza dell’anima sorprendente, simile a quella dei grandi moralisti francesi. Solo lui insegna a trovare il «grano di senape» dell’abbandono – la virtù suprema – in ogni luogo e momento, poiché «l’azione divina inonda l’universo, penetra tutte le creature, le sommerge».