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Showboat, la vita di Kobe Bryant

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Quando il figlio di Jellybean Bryant arrivò nella NBA a diciott’anni, molti lo consideravano immaturo, un ragazzo viziato che cercava di imitare Jordan. Alcuni lo vedevano come l'erede designato, ma nei playoff, in un momento cruciale, Kobe fallì quattro tiri e portò i Lakers al baratro. Questo fu il primo test della sua educazione cestistica, e le critiche lo seguirono: tirava troppo, non giocava per la squadra, era un «corpo estraneo». Nonostante ciò, Bryant costruì una carriera stellare, giocando vent’anni con la stessa maglia, segnando 81 punti in una partita, vincendo cinque anelli e due ori olimpici. Dimostrò di essere l’agonista più compulsivo nella storia del basket, pronto a isolarsi per conquistare il trono della NBA. Con eleganza, Roland Lazenby offre un ritratto in chiaroscuro di questo campione, esplorando le sue prodezze sul campo e le complessità personali: i conflitti con i genitori, il rapporto con la moglie, le accuse di violenza sessuale. Non mancano le dinamiche con i Lakers e le lotte di potere tra Bryant e Shaquille O’Neal, che lo derideva con il soprannome «Showboat», mentre Kobe preferiva «Black Mamba», evocando la ferocia del rettile di Kill Bill.

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Showboat, la vita di Kobe Bryant, Giulia Vianello, Roland Lazenby

Język
Rok wydania
2017
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Showboat, la vita di Kobe Bryant
Język
włoski
Rok wydania
2017
Oprawa
miękka
Liczba stron
745
ISBN10
8898970900
ISBN13
9788898970902
Seria
Ocena
4,35 z 5
Opis
Quando il figlio di Jellybean Bryant arrivò nella NBA a diciott’anni, molti lo consideravano immaturo, un ragazzo viziato che cercava di imitare Jordan. Alcuni lo vedevano come l'erede designato, ma nei playoff, in un momento cruciale, Kobe fallì quattro tiri e portò i Lakers al baratro. Questo fu il primo test della sua educazione cestistica, e le critiche lo seguirono: tirava troppo, non giocava per la squadra, era un «corpo estraneo». Nonostante ciò, Bryant costruì una carriera stellare, giocando vent’anni con la stessa maglia, segnando 81 punti in una partita, vincendo cinque anelli e due ori olimpici. Dimostrò di essere l’agonista più compulsivo nella storia del basket, pronto a isolarsi per conquistare il trono della NBA. Con eleganza, Roland Lazenby offre un ritratto in chiaroscuro di questo campione, esplorando le sue prodezze sul campo e le complessità personali: i conflitti con i genitori, il rapporto con la moglie, le accuse di violenza sessuale. Non mancano le dinamiche con i Lakers e le lotte di potere tra Bryant e Shaquille O’Neal, che lo derideva con il soprannome «Showboat», mentre Kobe preferiva «Black Mamba», evocando la ferocia del rettile di Kill Bill.