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Il canto degli antenati

Le origini della musica, del linguaggio, della mente e del corpo

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  • 424 strony
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La storia evolutiva dell’uomo si arricchisce, con Il canto degli antenati, di un nuovo e importante contributo. L’archeologo britannico Steven Mithen parte da un assunto: la propensione a fare musica è uno dei più misteriosi, affascinanti e allo stesso tempo trascurati tratti distintivi del genere umano. La letteratura scientifica ha infatti storicamente sottovalutato questo campo di studio, definendo la musica non come un adattamento selettivo, ma come una “tecnologia”, un prodotto creato unicamente a scopo ludico e ricreazionale. Mithen sostiene invece che lo studio dell’origine del linguaggio, e più in generale dell’abilità comunicativa dei nostri antenati dovrebbe essere rivalutato alla luce dell’aspetto musicale, che a sua volta non può prescindere dall’evoluzione del corpo e della mente umana. Ecco allora definito l’ambizioso progetto di Mithen: tracciare un affresco completo, a cavallo tra archeologia, paleontologia, neurologia e genetica, che spieghi come e perché gli esseri umani pensano, parlano e creano musica. Se tutto questo può sembrare accademico… bene, non lo è, perché Mithen riesce a trasferire nella pagina scritta la sua curiosità onnivora e coinvolgente, che taglia trasversalmente l’ambito specialistico per arrivare a citare non solo Steven Pinker, ma anche Bach e Miles Davis.

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Il canto degli antenati, Steven Mithen

Język
Rok wydania
2007
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Tytuł
Il canto degli antenati
Podtytuł
Le origini della musica, del linguaggio, della mente e del corpo
Język
włoski
Rok wydania
2007
Liczba stron
424
ISBN10
887578065X
ISBN13
9788875780654
Seria
Ocena
3,95 z 5
Opis
La storia evolutiva dell’uomo si arricchisce, con Il canto degli antenati, di un nuovo e importante contributo. L’archeologo britannico Steven Mithen parte da un assunto: la propensione a fare musica è uno dei più misteriosi, affascinanti e allo stesso tempo trascurati tratti distintivi del genere umano. La letteratura scientifica ha infatti storicamente sottovalutato questo campo di studio, definendo la musica non come un adattamento selettivo, ma come una “tecnologia”, un prodotto creato unicamente a scopo ludico e ricreazionale. Mithen sostiene invece che lo studio dell’origine del linguaggio, e più in generale dell’abilità comunicativa dei nostri antenati dovrebbe essere rivalutato alla luce dell’aspetto musicale, che a sua volta non può prescindere dall’evoluzione del corpo e della mente umana. Ecco allora definito l’ambizioso progetto di Mithen: tracciare un affresco completo, a cavallo tra archeologia, paleontologia, neurologia e genetica, che spieghi come e perché gli esseri umani pensano, parlano e creano musica. Se tutto questo può sembrare accademico… bene, non lo è, perché Mithen riesce a trasferire nella pagina scritta la sua curiosità onnivora e coinvolgente, che taglia trasversalmente l’ambito specialistico per arrivare a citare non solo Steven Pinker, ma anche Bach e Miles Davis.