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Maggio 1985, Tribunale di Milano. Franco Revel, neofascista e capo di Lotta Nazionale, è interrogato per l'omicidio del camerata Stefano Guerra. La sua deposizione ci riporta al 16 marzo 1968, giorno in cui Franco e Stefano si incontrano durante gli scontri di Valle Giulia. In quel frangente, entrambi marciano insieme ai «cinesi» e, quando la polizia attacca, sono loro a guidare la resistenza, nonostante la cronaca e la storia li ignorino. Stefano, alto e biondo, appare sempre pronto a combattere. Revel percepisce subito che il giovane racchiude in sé la rivoluzione e l'energia della provincia. Quando Stefano, braccato dalla polizia, si rifugia in un'aula di Lettere e uccide un giovane comunista, è Franco a salvarlo, decidendo di sfruttare il suo istinto violento per gli scopi dell'organizzazione. Alberto Garlini offre una nuova prospettiva sugli anni Settanta, presentando la voce di un terrorista neofascista. Con empatia verso le vittime e consapevolezza della crudeltà delle illusioni, il romanzo esplora il momento in cui la violenza diventa un'uscita immediata per la rabbia e l'ingiustizia, rivelando il nichilismo che pervade il discorso politico e la fine delle speranze.
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De wet van de haat, Jan Vermeer van Delft, Alberto Garlini
- Język
- Rok wydania
- 2012
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- De wet van de haat
- Podtytuł
- Roman
- Język
- holenderski
- Autorzy
- Jan Vermeer van Delft, Alberto Garlini
- Wydawca
- De Bezige Bij
- Rok wydania
- 2012
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 701
- ISBN10
- 9023472756
- ISBN13
- 9789023472759
- Seria
- Kategorie
- Tagi
- Tematy historyczne, Polityka, Południowa Europa, Włochy, Literatura włoska, Historia Niemiec, Noir
- Ocena
- 3 z 5
- Opis
- Maggio 1985, Tribunale di Milano. Franco Revel, neofascista e capo di Lotta Nazionale, è interrogato per l'omicidio del camerata Stefano Guerra. La sua deposizione ci riporta al 16 marzo 1968, giorno in cui Franco e Stefano si incontrano durante gli scontri di Valle Giulia. In quel frangente, entrambi marciano insieme ai «cinesi» e, quando la polizia attacca, sono loro a guidare la resistenza, nonostante la cronaca e la storia li ignorino. Stefano, alto e biondo, appare sempre pronto a combattere. Revel percepisce subito che il giovane racchiude in sé la rivoluzione e l'energia della provincia. Quando Stefano, braccato dalla polizia, si rifugia in un'aula di Lettere e uccide un giovane comunista, è Franco a salvarlo, decidendo di sfruttare il suo istinto violento per gli scopi dell'organizzazione. Alberto Garlini offre una nuova prospettiva sugli anni Settanta, presentando la voce di un terrorista neofascista. Con empatia verso le vittime e consapevolezza della crudeltà delle illusioni, il romanzo esplora il momento in cui la violenza diventa un'uscita immediata per la rabbia e l'ingiustizia, rivelando il nichilismo che pervade il discorso politico e la fine delle speranze.


