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Luna bugiarda

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Martin von Bora, detective-soldato della Wehrmacht ispirato a von Stauffenberg, torna dall'inferno di Stalingrado, dove ha salvato alcuni dei suoi uomini. Ora maggiore, nel 1943 è stanziato vicino a Verona, impegnato in operazioni contro i partigiani, mentre le SS lo considerano politicamente inaffidabile. Un attentato gli ha fatto perdere la mano sinistra, ma le ferite interiori lo tormentano più di quelle fisiche. A Lago, il colonnello Habermehl gli chiede di indagare su un caso per i miliziani di Salò: un omicidio che coinvolge Vittorio Lisi, un eroe mutilato e vicino a Mussolini, investito da un'auto. La moglie Claretta è sospettata, ma ci sono anche mariti gelosi, giri di denaro e invidie politiche. L'ispettore Guidi della polizia indaga parallelamente, costretto a collaborare con Bora, ma disprezzandolo come un "crucco" nazista. Entrambi, pur con approcci diversi—Bora è sistematico, Guidi più intuitivo—seguono piste divergenti. Mentre altri cadaveri emergono, non è chiaro quanti siano legati alla guerra e quanti all'omicida. La ferocia della guerra e le sue esperienze personali rendono Bora più amaro rispetto ai romanzi precedenti. La sua tragedia è quella di un uomo troppo nobile per disobbedire al giuramento del soldato eppure incapace di seguire un tiranno. Risolvere l'omicidio diventa un modo per lenire il suo profondo malessere.

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Luna bugiarda, Maria Emilia Piccone, Pastor Ben

Język
Rok wydania
2013
Oprawa
(miękka)
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3,4
Dobra
27 Ocena

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Tytuł
Luna bugiarda
Język
włoski
Rok wydania
2013
Oprawa
miękka
Liczba stron
356
ISBN10
8838929149
ISBN13
9788838929144
Seria
Ocena
3,4 z 5
Opis
Martin von Bora, detective-soldato della Wehrmacht ispirato a von Stauffenberg, torna dall'inferno di Stalingrado, dove ha salvato alcuni dei suoi uomini. Ora maggiore, nel 1943 è stanziato vicino a Verona, impegnato in operazioni contro i partigiani, mentre le SS lo considerano politicamente inaffidabile. Un attentato gli ha fatto perdere la mano sinistra, ma le ferite interiori lo tormentano più di quelle fisiche. A Lago, il colonnello Habermehl gli chiede di indagare su un caso per i miliziani di Salò: un omicidio che coinvolge Vittorio Lisi, un eroe mutilato e vicino a Mussolini, investito da un'auto. La moglie Claretta è sospettata, ma ci sono anche mariti gelosi, giri di denaro e invidie politiche. L'ispettore Guidi della polizia indaga parallelamente, costretto a collaborare con Bora, ma disprezzandolo come un "crucco" nazista. Entrambi, pur con approcci diversi—Bora è sistematico, Guidi più intuitivo—seguono piste divergenti. Mentre altri cadaveri emergono, non è chiaro quanti siano legati alla guerra e quanti all'omicida. La ferocia della guerra e le sue esperienze personali rendono Bora più amaro rispetto ai romanzi precedenti. La sua tragedia è quella di un uomo troppo nobile per disobbedire al giuramento del soldato eppure incapace di seguire un tiranno. Risolvere l'omicidio diventa un modo per lenire il suo profondo malessere.