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Il secolo lungo della modernità

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“Abbiamo ipotizzato un museo diverso, luogo della fantasia e dell’immaginazione, in un’ipotetica città d’Europa che da qui vuole ripartire per il riordino urbanistico del suo centro utilizzando la vecchia stazione ferroviaria ormai dismessa.” Dopo il grande successo del suo Museo immaginato, Philippe Daverio ci guida attraverso l’età moderna, dal periodo della Rivoluzione francese fino alla Prima guerra mondiale. Questo volume esplora i temi chiave della modernità attraverso oltre seicento opere d’arte, organizzate per vettori storici: quello politico, con artisti come Delacroix e Pellizza da Volpedo; quello della macchina e del lavoro, da Turner a Boccioni; e quello della fuga dalla realtà nella Belle Époque, con opere di Tissot, Manet, Gauguin e Van Gogh, fino al Simbolismo e all’Art Nouveau. Il museo offre anche soste in locali e ristoranti tematici, dove si può gustare un caffè o un pranzo circondati dalle opere dei Macchiaioli e degli Impressionisti. Un gioco serio che sfida la nostra prospettiva abituale, riscoprendo il piacere di osservare la pittura e di riflettere sul nostro passato, guidati dalla penna più audace d’Italia: una narrazione dell’arte europea come mai prima d’ora.

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Il secolo lungo della modernità, Philippe Daverio

Język
Rok wydania
2013
Oprawa
(miękka)
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4,4
Bardzo dobra
82 Ocena

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Tytuł
Il secolo lungo della modernità
Język
włoski
Wydawca
Rizzoli
Rok wydania
2013
Oprawa
miękka
Liczba stron
544
ISBN10
8817067202
ISBN13
9788817067201
Seria
Ocena
4,4 z 5
Opis
“Abbiamo ipotizzato un museo diverso, luogo della fantasia e dell’immaginazione, in un’ipotetica città d’Europa che da qui vuole ripartire per il riordino urbanistico del suo centro utilizzando la vecchia stazione ferroviaria ormai dismessa.” Dopo il grande successo del suo Museo immaginato, Philippe Daverio ci guida attraverso l’età moderna, dal periodo della Rivoluzione francese fino alla Prima guerra mondiale. Questo volume esplora i temi chiave della modernità attraverso oltre seicento opere d’arte, organizzate per vettori storici: quello politico, con artisti come Delacroix e Pellizza da Volpedo; quello della macchina e del lavoro, da Turner a Boccioni; e quello della fuga dalla realtà nella Belle Époque, con opere di Tissot, Manet, Gauguin e Van Gogh, fino al Simbolismo e all’Art Nouveau. Il museo offre anche soste in locali e ristoranti tematici, dove si può gustare un caffè o un pranzo circondati dalle opere dei Macchiaioli e degli Impressionisti. Un gioco serio che sfida la nostra prospettiva abituale, riscoprendo il piacere di osservare la pittura e di riflettere sul nostro passato, guidati dalla penna più audace d’Italia: una narrazione dell’arte europea come mai prima d’ora.