Bookbot

La morte corre sul fiume

Ocena książki

Parametry

  • 259 stron
  • 10 godzin czytania

Więcej o książce

Anche in assenza di precise notizie, non è difficile immaginare che nella sua carriera di pubblicitario Davis Grubb mai avesse lanciato un prodotto con un accorgimento efficace come quello con cui nel 1953, al suo esordio, presentò Harry Powell alias il Predicatore, cioè lo psicopatico più seducente e abominevole che si ricordi: quattro lettere tatuate sulle dita della mano sinistra (hate) e quattro su quelle della destra (love). Il resto – e si intende la costruzione di un gotico tutto americano, dove le luci dell’espressionismo proiettano lunghe ombre sul paesaggio spettrale del Midwest – lo ha fatto il film diretto due anni dopo da Charles Laughton e interpretato da Robert Mitchum: ogni scena sembra girata per imprimersi, come in effetti è avvenuto, nella memoria. Tanto più sorprendente sarà allora tornare al testo d’origine: la storia, scopriremo, è qualcosa di più, se possibile, dei fatti che la compongono (e che ruotano intorno a un bottino di cui solo i bambini nelle mani del Predicatore conoscono il nascondiglio), è un’omelia nera, una lunga e cupa ballata atroce almeno quanto le filastrocche infantili che di tanto in tanto la interrompono, risuonando nel vuoto.

Zakup książki

La morte corre sul fiume, Davis Grubb, Giuseppina Oneto

Język
Rok wydania
2007
Oprawa
(miękka)
Jak tylko się pojawi, wyślemy Ci wiadomość e-mail.

Metody płatności

4,0
Bardzo dobra
74 Ocena

Brakuje nam tutaj Twojej recenzji.

Tytuł
La morte corre sul fiume
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
2007
Oprawa
miękka
Liczba stron
259
ISBN10
8845922308
ISBN13
9788845922305
Seria
Ocena
4 z 5
Opis
Anche in assenza di precise notizie, non è difficile immaginare che nella sua carriera di pubblicitario Davis Grubb mai avesse lanciato un prodotto con un accorgimento efficace come quello con cui nel 1953, al suo esordio, presentò Harry Powell alias il Predicatore, cioè lo psicopatico più seducente e abominevole che si ricordi: quattro lettere tatuate sulle dita della mano sinistra (hate) e quattro su quelle della destra (love). Il resto – e si intende la costruzione di un gotico tutto americano, dove le luci dell’espressionismo proiettano lunghe ombre sul paesaggio spettrale del Midwest – lo ha fatto il film diretto due anni dopo da Charles Laughton e interpretato da Robert Mitchum: ogni scena sembra girata per imprimersi, come in effetti è avvenuto, nella memoria. Tanto più sorprendente sarà allora tornare al testo d’origine: la storia, scopriremo, è qualcosa di più, se possibile, dei fatti che la compongono (e che ruotano intorno a un bottino di cui solo i bambini nelle mani del Predicatore conoscono il nascondiglio), è un’omelia nera, una lunga e cupa ballata atroce almeno quanto le filastrocche infantili che di tanto in tanto la interrompono, risuonando nel vuoto.