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Il sentiero delle babbucce gialle

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  • 448 stron
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Sultan, proveniente da una nobile famiglia persiana di commercianti di zafferano, trascorre la sua giovinezza nel castello di famiglia ad Arak, vicino a Teheran. Nella torre di avvistamento, trova un cannocchiale che diventa cruciale per il suo futuro, permettendogli di osservare il mondo esterno. Da ragazzo silenzioso e isolato, Sultan supera la sua timidezza e si immerge nella vita, partecipando al movimento di occidentalizzazione della Persia e diventando un regista di documentari. Coinvolto nella lotta di liberazione, si unisce ai comunisti, viene imprigionato e graziato con l’arrivo di Khomeini. Tuttavia, il suo coinvolgimento con i comunisti lo costringe a fuggire in Olanda, dove vive in clandestinità, cercando di affrontare il suo passato. La narrazione principale è incorniciata dal racconto di un alter ego di Abdolah, che riceve un manoscritto di Sultan con la richiesta di riscriverlo in olandese. Fondendo realtà storica, esperienza autobiografica e fiaba orientale, Abdolah trasforma il manoscritto in un romanzo che esplora la vita di un uomo costretto alla fuga, sullo sfondo dei tumultuosi eventi politici e religiosi dell'Iran del Novecento. Tra finzione e realtà, il narratore affronta temi ricorrenti nella sua opera: l'importanza di seguire il proprio cammino, il sacrificio per una causa, la nostalgia per la terra d'origine e il dovere etico della memoria.

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Il sentiero delle babbucce gialle, Kader Abdolah

Język
Rok wydania
2020
Oprawa
(miękka)
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4,2
Bardzo dobra
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Tytuł
Il sentiero delle babbucce gialle
Język
włoski
Wydawca
Iperborea
Rok wydania
2020
Oprawa
miękka
Liczba stron
448
ISBN10
8870916294
ISBN13
9788870916294
Seria
Kategorie
Ocena
4,2 z 5
Opis
Sultan, proveniente da una nobile famiglia persiana di commercianti di zafferano, trascorre la sua giovinezza nel castello di famiglia ad Arak, vicino a Teheran. Nella torre di avvistamento, trova un cannocchiale che diventa cruciale per il suo futuro, permettendogli di osservare il mondo esterno. Da ragazzo silenzioso e isolato, Sultan supera la sua timidezza e si immerge nella vita, partecipando al movimento di occidentalizzazione della Persia e diventando un regista di documentari. Coinvolto nella lotta di liberazione, si unisce ai comunisti, viene imprigionato e graziato con l’arrivo di Khomeini. Tuttavia, il suo coinvolgimento con i comunisti lo costringe a fuggire in Olanda, dove vive in clandestinità, cercando di affrontare il suo passato. La narrazione principale è incorniciata dal racconto di un alter ego di Abdolah, che riceve un manoscritto di Sultan con la richiesta di riscriverlo in olandese. Fondendo realtà storica, esperienza autobiografica e fiaba orientale, Abdolah trasforma il manoscritto in un romanzo che esplora la vita di un uomo costretto alla fuga, sullo sfondo dei tumultuosi eventi politici e religiosi dell'Iran del Novecento. Tra finzione e realtà, il narratore affronta temi ricorrenti nella sua opera: l'importanza di seguire il proprio cammino, il sacrificio per una causa, la nostalgia per la terra d'origine e il dovere etico della memoria.