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Dit is om nooit meer te vergeten

Dagboek en brieven van Helga Deen 1943

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"Amore, finora tutto va molto meglio del previsto." È il 1° giugno 1943, Helga Deen, giovane ebrea olandese appena deportata al campo di raccolta di Vught, comincia ad annotare le impressioni sulla vita di prigionia, nel suo diario e nelle lettere al suo ragazzo Kees van den Berg. Non sa che pochi giorni la separano dalla morte, che presto un nuovo convoglio condurrà lei e la sua famiglia a Westerbork e poi a Sobibór, dove li attende la camera a gas. Ma sa di essere protagonista di una tragedia e ripone nell'inseparabile quaderno le sue speranze di diciottenne determinata a non rinunciare alla vita, a scrivere per non lasciarsi annullare: anche lei vedrà bambini stipati nei vagoni in arrivo, pratiche umilianti, esecuzioni di massa e l'abiezione degli animi avviliti; ma giorno per giorno annoterà sensazioni e sentimenti, ricordi e aspettative, in cerca di un senso. Helga e Kees non si sarebbero mai rivisti. Al giovane non sarebbe rimasto di lei che il diario, miracolosamente passato oltre le mura del campo di Vught, una ciocca di capelli, qualche lettera inviata dalla prigionia e l'amarezza di vedersi rispedire al mittente le ultime parole d'amore. "Pare che qui ci si dimentichi tutto", dice Helga, ma la sua scrittura sfida all'oblio.

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Dit is om nooit meer te vergeten, Helga Deen, Ad van Liempt, Rob Tempelaars, Ad van den Oord

Język
Rok wydania
2007
Oprawa
(twarda)
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Tytuł
Dit is om nooit meer te vergeten
Podtytuł
Dagboek en brieven van Helga Deen 1943
Język
holenderski
Wydawca
Balans
Rok wydania
2007
Oprawa
twarda
Liczba stron
157
ISBN10
9050188419
ISBN13
9789050188418
Seria
Oryginalna nazwa
Dit is om nooit meer te vergeten
Ocena
4 z 5
Opis
"Amore, finora tutto va molto meglio del previsto." È il 1° giugno 1943, Helga Deen, giovane ebrea olandese appena deportata al campo di raccolta di Vught, comincia ad annotare le impressioni sulla vita di prigionia, nel suo diario e nelle lettere al suo ragazzo Kees van den Berg. Non sa che pochi giorni la separano dalla morte, che presto un nuovo convoglio condurrà lei e la sua famiglia a Westerbork e poi a Sobibór, dove li attende la camera a gas. Ma sa di essere protagonista di una tragedia e ripone nell'inseparabile quaderno le sue speranze di diciottenne determinata a non rinunciare alla vita, a scrivere per non lasciarsi annullare: anche lei vedrà bambini stipati nei vagoni in arrivo, pratiche umilianti, esecuzioni di massa e l'abiezione degli animi avviliti; ma giorno per giorno annoterà sensazioni e sentimenti, ricordi e aspettative, in cerca di un senso. Helga e Kees non si sarebbero mai rivisti. Al giovane non sarebbe rimasto di lei che il diario, miracolosamente passato oltre le mura del campo di Vught, una ciocca di capelli, qualche lettera inviata dalla prigionia e l'amarezza di vedersi rispedire al mittente le ultime parole d'amore. "Pare che qui ci si dimentichi tutto", dice Helga, ma la sua scrittura sfida all'oblio.