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Biblioteca Adelphi - 412: La quarta Vologda

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Dopo aver trascorso ventun anni nei campi di lavoro sovietici, in condizioni atroci che egli seppe raffigurare come nessuno, e dopo aver scritto, con I racconti della Kolyma , il grande epos del Gulag, Šalamov volle ripercorrere l’epoca della sua infanzia e formazione a Vologda, città del Nord nivea e cupuliforme, densa di significati sovrapposti nella storia russa – primo fra tutti l’essere stata città-simbolo dei confinati politici sotto gli zar. E così passò dalla impersonalità obbligatoria di un inferno collettivo all’evocazione di un destino singolare e drammatico, il suo, che lo rivela scrittore nella linea della più alta tradizione russa, da Aksakov a Cechov. Con naturalezza, cercando sempre di mantenere la «percezione giovanile degli eventi», e oscillando nel tempo come seguisse il «mugolio che accompagna il dondolarsi ritmico dello sciamano» (di ascendenze sciamaniche era la sua famiglia), Šalamov riesce a mescolare la corrente della sua vita al turbinoso flusso della storia russa, senza mai distaccarsi dal tono fondamentale della sua opera, che è quello aspro e definitivo della verità. Scritto tra il 1968 e il 1971, La quarta Vologda fu pubblicato per la prima volta in Russia con alcuni tagli nel 1988, e integralmente nel 1991.

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Biblioteca Adelphi - 412: La quarta Vologda, Варлам Тихонович Шаламов, Anna Raffetto

Język
Rok wydania
2001
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Biblioteca Adelphi - 412: La quarta Vologda
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
2001
Oprawa
miękka
Liczba stron
233
ISBN10
8845916227
ISBN13
9788845916229
Seria
Kategorie
Tagi
Opis
Dopo aver trascorso ventun anni nei campi di lavoro sovietici, in condizioni atroci che egli seppe raffigurare come nessuno, e dopo aver scritto, con I racconti della Kolyma , il grande epos del Gulag, Šalamov volle ripercorrere l’epoca della sua infanzia e formazione a Vologda, città del Nord nivea e cupuliforme, densa di significati sovrapposti nella storia russa – primo fra tutti l’essere stata città-simbolo dei confinati politici sotto gli zar. E così passò dalla impersonalità obbligatoria di un inferno collettivo all’evocazione di un destino singolare e drammatico, il suo, che lo rivela scrittore nella linea della più alta tradizione russa, da Aksakov a Cechov. Con naturalezza, cercando sempre di mantenere la «percezione giovanile degli eventi», e oscillando nel tempo come seguisse il «mugolio che accompagna il dondolarsi ritmico dello sciamano» (di ascendenze sciamaniche era la sua famiglia), Šalamov riesce a mescolare la corrente della sua vita al turbinoso flusso della storia russa, senza mai distaccarsi dal tono fondamentale della sua opera, che è quello aspro e definitivo della verità. Scritto tra il 1968 e il 1971, La quarta Vologda fu pubblicato per la prima volta in Russia con alcuni tagli nel 1988, e integralmente nel 1991.