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Proust contre la déchéance. Conférence au camp de Griazowietz

conférences au camp de Griazowietz

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Tra il 1940 e il 1941 nel gulag di Grjazovec, quattrocento chilometri a nord di Mosca, un gruppo di ufficiali polacchi detenuti trova un modo decisamente inusuale, e quanto mai efficace, per resistere all'annientamento morale e intellettuale. A turno intrattengono i compagni di prigionia – accalcati in una stanza, esausti dopo le ore passate a lavorare all'aperto, nel gelo feroce dell'inverno russo – parlando di argomenti con cui hanno particolare dimestichezza. Ne nasce così una serie di vere e proprie lezioni, pressoché clandestine, sui soggetti più disparati: dalla storia del libro a quella dell'Inghilterra, dall'alpinismo all'architettura. Józef Czapski, pittore di vaglia e scrittore, conversa di pittura francese e pittura polacca, nonché di letteratura francese. E soprattutto rievoca e commenta – citando a memoria, senza il minimo supporto cartaceo, e tuttavia con una precisione sorprendente – intere pagine della Recherche di Proust, opera che l'Unione Sovietica ha messo all'indice in quanto espressione paradigmatica della letteratura borghese decadente. E quello che ne scaturisce – cui abbiamo oggi accesso grazie alla trascrizione in francese che lo stesso Czapski realizza ‘a caldo’ – non è soltanto una dimostrazione del potere del ricordo e la testimonianza di un modello singolarissimo di resistenza, ma anche una lettura di Proust di suprema finezza.

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Proust contre la déchéance. Conférence au camp de Griazowietz, Józef Czapski

Język
Rok wydania
2011
Oprawa
(miękka),
Stan książki
Bardzo dobry
Cena
17,70 zł

Metody płatności

3,0
Dobra
2 Ocena

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Tytuł
Proust contre la déchéance. Conférence au camp de Griazowietz
Podtytuł
conférences au camp de Griazowietz
Język
francuski
Rok wydania
2011
Oprawa
miękka
Liczba stron
80
ISBN10
2752907613
ISBN13
9782752907615
Seria
Ocena
3 z 5
Opis
Tra il 1940 e il 1941 nel gulag di Grjazovec, quattrocento chilometri a nord di Mosca, un gruppo di ufficiali polacchi detenuti trova un modo decisamente inusuale, e quanto mai efficace, per resistere all'annientamento morale e intellettuale. A turno intrattengono i compagni di prigionia – accalcati in una stanza, esausti dopo le ore passate a lavorare all'aperto, nel gelo feroce dell'inverno russo – parlando di argomenti con cui hanno particolare dimestichezza. Ne nasce così una serie di vere e proprie lezioni, pressoché clandestine, sui soggetti più disparati: dalla storia del libro a quella dell'Inghilterra, dall'alpinismo all'architettura. Józef Czapski, pittore di vaglia e scrittore, conversa di pittura francese e pittura polacca, nonché di letteratura francese. E soprattutto rievoca e commenta – citando a memoria, senza il minimo supporto cartaceo, e tuttavia con una precisione sorprendente – intere pagine della Recherche di Proust, opera che l'Unione Sovietica ha messo all'indice in quanto espressione paradigmatica della letteratura borghese decadente. E quello che ne scaturisce – cui abbiamo oggi accesso grazie alla trascrizione in francese che lo stesso Czapski realizza ‘a caldo’ – non è soltanto una dimostrazione del potere del ricordo e la testimonianza di un modello singolarissimo di resistenza, ma anche una lettura di Proust di suprema finezza.