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Justine o le sventure della virtù

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  • 400 stron
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Specchio di virtù e di devozione religiosa, Justine racconta alla sorella Juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. La narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l'esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. Pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, Justine fu sottratto all'oblio cui lo destinava '"inferno" della Biblioteca Nazionale di Parigi negli anni Trenta e consegnato alla tradizione letteraria del Novecento. Da allora artisti, scrittori e filosofi hanno trovato in Sade un modello di stile e di pensiero, per la straordinaria novità dei congegni narrativi e per l'inedito trattamento del tema dell'utopia: un'utopia, come argomenta Octavio Paz nel brillante saggio introduttivo, che funziona al rovescio.

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Justine o le sventure della virtù, Octavio Paz, Marquis de Sade

Język
Rok wydania
2005
Oprawa
(miękka),
Stan książki
Dobry
Cena
49,88 zł

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3,2
Dobra
423 Ocena

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Tytuł
Justine o le sventure della virtù
Język
włoski
Rok wydania
2005
Oprawa
miękka
Liczba stron
400
ISBN10
8817006130
ISBN13
9788817006132
Seria
Kategorie
Pierwsze wydanie
1791
Oryginalna nazwa
La Nouvelle Justine ou les Malheurs de la vertu
Ocena
3,2 z 5
Opis
Specchio di virtù e di devozione religiosa, Justine racconta alla sorella Juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. La narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l'esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. Pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, Justine fu sottratto all'oblio cui lo destinava '"inferno" della Biblioteca Nazionale di Parigi negli anni Trenta e consegnato alla tradizione letteraria del Novecento. Da allora artisti, scrittori e filosofi hanno trovato in Sade un modello di stile e di pensiero, per la straordinaria novità dei congegni narrativi e per l'inedito trattamento del tema dell'utopia: un'utopia, come argomenta Octavio Paz nel brillante saggio introduttivo, che funziona al rovescio.