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Un certo Lord Petre ebbe l’ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di Lady Arabella Fermor, e il gelo calò fra le due famiglie. Un giovane e già celebre poeta ricevette l’incarico di scrivere un testo per rasserenare gli animi. L’artista interpellato era il beffardo e geniale Alexander Pope, «piccolo usignolo» della Chiesa cattolica nell’Inghilterra settecentesca. Pope compose un poemetto che, per inventiva e passionalità, tocca punte di epicità omerica, mentre lavorava a una memorabile traduzione dell’Iliade. La sua è una guerra in miniatura, incentrata sull’eterna guerra dei sessi, dove l’infinitesimale giganteggia, come notato da Peter Ackroyd. Il ratto del ricciolo riscosse un immediato successo di pubblico e suscitò reazioni infuriate nella buona società. Pope, però, non era tipo da subire passivamente le critiche. Per ribattere, scrisse un commento che funge da chiave di lettura della sua opera e satira di ogni pretesa interpretativa. Utilizzando argomenti «coerenti e inconfutabili», stigmatizzò la fobia papista che avvelenava il clima inglese, fustigò pedanti e petulanti, e inventò una nuova forma di autopromozione.
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Biblioteca Adelphi - 550: Il ratto del ricciolo, Alessandro Gallenzi, Alexander Pope
- Język
- Rok wydania
- 2009
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Biblioteca Adelphi - 550: Il ratto del ricciolo
- Podtytuł
- Testo inglese a fronte
- Język
- włoski
- Autorzy
- Alessandro Gallenzi, Alexander Pope
- Wydawca
- Adelphi
- Rok wydania
- 2009
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 168
- ISBN10
- 8845924459
- ISBN13
- 9788845924453
- Seria
- Tagi
- Tematy historyczne, Kobiety, Szkoła, Literatura brytyjska, Społeczeństwo, Literatura angielska, Satyra, XVIII wiek, Kawa, Kuplety, Alexander Pope, poeta, 1688-1744, Arabella Fermor, 1696-1737
- Pierwsze wydanie
- 1714
- Oryginalna nazwa
- The Rape of the Lock
- Ocena
- 3,55 z 5
- Opis
- Un certo Lord Petre ebbe l’ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di Lady Arabella Fermor, e il gelo calò fra le due famiglie. Un giovane e già celebre poeta ricevette l’incarico di scrivere un testo per rasserenare gli animi. L’artista interpellato era il beffardo e geniale Alexander Pope, «piccolo usignolo» della Chiesa cattolica nell’Inghilterra settecentesca. Pope compose un poemetto che, per inventiva e passionalità, tocca punte di epicità omerica, mentre lavorava a una memorabile traduzione dell’Iliade. La sua è una guerra in miniatura, incentrata sull’eterna guerra dei sessi, dove l’infinitesimale giganteggia, come notato da Peter Ackroyd. Il ratto del ricciolo riscosse un immediato successo di pubblico e suscitò reazioni infuriate nella buona società. Pope, però, non era tipo da subire passivamente le critiche. Per ribattere, scrisse un commento che funge da chiave di lettura della sua opera e satira di ogni pretesa interpretativa. Utilizzando argomenti «coerenti e inconfutabili», stigmatizzò la fobia papista che avvelenava il clima inglese, fustigò pedanti e petulanti, e inventò una nuova forma di autopromozione.


